<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>mush - Un italiano a Vancouver</title>
	<atom:link href="http://mush.it/index.php/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://mush.it</link>
	<description>mush - Un italiano a Vancouver</description>
	<lastBuildDate>Sat, 27 Feb 2010 19:46:22 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Gattini</title>
		<link>http://mush.it/index.php/2010/02/27/1382/</link>
		<comments>http://mush.it/index.php/2010/02/27/1382/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 19:46:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mush</dc:creator>
				<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[sproloqui]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mush.it/?p=1382</guid>
		<description><![CDATA[Gli Elio e le Storie Tese avevano nascosto un avvertimento per i più arguti nel titolo della raccolta di brani storici riarrangiati pubblicata lo scorso autunno, ma il grido d&#8217;allarme di queste cassandre milanesi è rimasto inascoltato. Solo oggi, quando ormai tutto è perduto e la disfatta è prossima, la premonizione si rivela in tutta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli Elio e le Storie Tese avevano nascosto un avvertimento per i più arguti nel titolo della raccolta di brani storici riarrangiati pubblicata lo scorso autunno, ma il grido d&#8217;allarme di queste cassandre milanesi è rimasto inascoltato. Solo oggi, quando ormai tutto è perduto e la disfatta è prossima, la premonizione si rivela in tutta la sua tragicità mentre l&#8217;attenzione dei navigatori virtuali di tutto il mondo è già completamente monopolizzata da tenerissimi micini che esibiscono in immagini e filmati il loro innato talento di mantenere quella loro elegante dignità in qualsiasi frangente, che siano stati dotati di occhiali da sole, invitati a battere cinque con la zampa o semplicemente adagiati in una posa inusuale. Pur essi stessi non spiegandosi come, i gatti di ogni stazza, razza, colore e provenienza hanno preso in ostaggio l&#8217;intelligenza umana e la stanno trattando con il medesimo rispetto che riservano ogni giorno per la sabbietta che ricopre la lettiera.</p>
<p>La svolta è stato il momento in cui questi piccoli felini hanno acquistato coscienza del debole che molti dimostrano nei confronti dei quadrupedi pelosi calati in contesti che non hanno nulla a che vedere con la loro natura. Quella domenica mattina Baffo era sicuro che non avrebbe trovato scampo dalla punizione che gli sarebbe stata comminata quando balzò sulla tastiera d&#8217;avorio dell&#8217;antico pianoforte di famiglia e diede inizio ad una martellante sequenza di note che avrebbero dovuto esprimere il suo disappunto per essere stato lasciato solo in casa la sera precedente. Il sabato però aveva riservato gradite sorprese per il padrone di casa che, pur alzandosi di malavoglia, quando vide il felino abbozzare un balletto sullo strumento si fece trovare pronto ad estrarre il telefono con la maestria di un cowboy consumato da innumerevoli duelli a riprendere il tutto per poi caricarlo su Youtube. La fine aveva avuto inizio, il gatto è il nuovo cane e, al contrario del cane, si vanta di non essere amico dell&#8217;uomo, preferisce prenderlo in giro.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mush.it/index.php/2010/02/27/1382/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>5 pessime abitudini</title>
		<link>http://mush.it/index.php/2010/02/16/1381/</link>
		<comments>http://mush.it/index.php/2010/02/16/1381/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 22:28:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mush</dc:creator>
				<category><![CDATA[sproloqui]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mush.it/?p=1381</guid>
		<description><![CDATA[Mettersi le dita nel naso da bambini è una partenza lenta sul tracciato della buona educazione, ma atteggiarsi a minatori dei cunicoli respiratori da adulti dovrebbe essere sanzionato da ben più di un&#8217;occhiataccia. Non solo le cavità sono ben più ricche di soffici pepite verdastre, ma i fortunati proprietari di questo inestimabile tesoro hanno anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mettersi le dita nel naso da bambini è una partenza lenta sul tracciato della buona educazione, ma atteggiarsi a minatori dei cunicoli respiratori da adulti dovrebbe essere sanzionato da ben più di un&#8217;occhiataccia. Non solo le cavità sono ben più ricche di soffici pepite verdastre, ma i fortunati proprietari di questo inestimabile tesoro hanno anche la criminale tendenza a liberarsene con impareggiabile generosità, facendone distrattamente atterrare porzioni sulle superfici circostanti in attesa che qualche innocente passante se le ritrovi saldamente appiccicate al corpo.</p>
<p>Chi si giustifica affermando di non rendersi conto di russare ha esattamente le medesime responsabilità di chi non si lava perchè non è in grado di percepire il proprio fetore. Non provvedere a intervenire sulla &#8220;sindrome delle apnee ostruttive nel sonno&#8221; costringe chiunque abbia la sventura di riposare nelle vicinanze ad emettere umilianti versetti per interrompere, seppure solo per qualche secondo, quel detestabile secco gorgoglio, mentre il responsabile riposa indisturbato incurante del tartassante tormento che infligge e dei ributtanti fluidi che fa risuonare dentro di sè.</p>
<p>Per essere in grado di usufruire dei servizi pubblici è indispensabile applicare una sospensione di consapevolezza con lo scopo di dimenticare che la maggior parte dei visitatori, nonostante l&#8217;età matura, non ha ancora la consuetudine di lavarsi le mani dopo aver assolto i propri compiti. Ovviamente è solo un&#8217;occasionale dimenticanza, osservano quando qualcuno si permette di farlo notare, ma test clinici dimostrano che la maniglia della porta è spesso ben più contaminata del sedile del water e battere cinque al collega è ben poco diverso dall&#8217;asciugarsi nella sua biancheria sporca.</p>
<p>E&#8217; piacevole condividere la propria passione per alcuni piatti con i propri cari, tuttavia è decisamente superfluo che questa compartecipazione si estenda alla fase di macinazione del cibo all&#8217;interno della cavità orale. Masticare con la bocca aperta e lasciare intravedere con occhio ammiccante lo straordinario bolo in lavorazione, magari intrattenendo un&#8217;animata discussione nel contempo, è il modo ideale per privare dell&#8217;appetito i restanti commensali, offrendo loro uno spaccato ben più dettagliato del necessario sul proprio apparato digerente e sulle ottime capacità di triturazione dell&#8217;arcata dentaria.</p>
<p>Cibarsi sbocconcellando avidamente le estremità delle unghie è solo l&#8217;inizio di una rischiosa tendenza cannibale. Oggi sono le unghie, domani chissà quale altra parte del corpo si sceglierà di gustare. La cheratina, di cui le unghie sono costituite, può portare una forte dipendenza fisica e dall&#8217;onicofagia il passo è breve alla tricofagia da li il limite è solo l&#8217;ambizione. In men che non si dica la propria dieta si allontana dal commestibile per avventurarsi nell&#8217;affascinante mondo del disgusto e, quando l&#8217;organismo non è più in grado di provvedere al proprio sostentamento, chissà che non si sia costretti a chiedere al prossimo di lasciare in un piattino una parte di sè per merenda.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mush.it/index.php/2010/02/16/1381/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Google Reader</title>
		<link>http://mush.it/index.php/2010/02/12/1376/</link>
		<comments>http://mush.it/index.php/2010/02/12/1376/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 03:23:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mush</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mush.it/?p=1376</guid>
		<description><![CDATA[La tecnologia in senso stretto non è uno dei temi di cui prediligo scrivere, sia perchè ne mastico i nodosi filamenti dal mattino alla sera, sia perchè lo ritengo un argomento troppo intrinsecamente legato al proprio modo di vivere e agli strumenti che si preferisce utilizzare a supporto delle proprie attività. Ogni qualvolta che cedo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La tecnologia in senso stretto non è uno dei temi di cui prediligo scrivere, sia perchè ne mastico i nodosi filamenti dal mattino alla sera, sia perchè lo ritengo un argomento troppo intrinsecamente legato al proprio modo di vivere e agli strumenti che si preferisce utilizzare a supporto delle proprie attività. Ogni qualvolta che cedo agli istinti e vomito un fiume di vacui termini tecnici su questo o quell&#8217;ultimo grido ho sempre la sensazione di essere la più recente incarnazione della massaia che decanta alla vicina di casa le mirabolanti prodezze del frullatore appena acquistato o del meccanico raggiante con i colleghi per come tengono bene quelle nuove chiavi del venti. Black &#038; Decker, Delonghi o Apple, fa piacere a tutti condividere con il prossimo le piccole migliorie che apportiamo quotidianamente al nostro vivere, sebbene queste per gli altri spesso non abbiano il medesimo valore o non riescano ad illuminare la loro giornata con uguale intensità.</p>
<p>Oggi è il mio turno di raccontare a voi 25 lettori -Manzoni era un falso modesto, ma Google Analytics parla chiaro- di quel semplice strumento che da anni utilizzo più frequentemente di qualsiasi altro per saziare quella sete di notizie ed informazione che hanno instillato da piccoli a noi generazione di Internet. I meno distratti avranno già inteso da qualche minuto che mi riferisco a <a href="http://www.google.com/reader/">Google Reader</a>, un servizio che trovo impossibile definire senza ricorrere a quegli stessi termini tecnici che al vostro posto odierei sentirmi sbattere in faccia.</p>
<p>Se cadessi in un vortice temporale e mi dovessi trovare a fare questo discorso con nonno Pietro, gli direi che Google Reader è un giornale che non c&#8217;è bisogno di portare in giro perchè è accessibile ovunque, che si aggiorna da solo con le nuove notizie mentre lo si tiene in mano e di cui si possono scegliere i contenuti sulla base dei propri interessi. Ma non solo! Quando torna in mente quell&#8217;articolo letto sei mesi fa chissà dove, non è necessario andare a rovistare tra le mensole o passare una giornata a scartabellare negli archivi della Sormani, ma è sufficiente ricordarsi una parte del titolo o del contenuto per recuperarlo nel giro di qualche secondo. E non finisce qui! Da qualche mese è stata aggiunta una nuova sezione in cui è possibile consultare gli articoli più apprezzati dagli altri lettori e tenersi aggiornati sugli argomenti di cui è appassionato il resto del pubblico.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mush.it/index.php/2010/02/12/1376/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vancouver pre Olimpiadi</title>
		<link>http://mush.it/index.php/2010/02/09/1377/</link>
		<comments>http://mush.it/index.php/2010/02/09/1377/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 02:34:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mush</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[spettacoli]]></category>
		<category><![CDATA[sproloqui]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mush.it/?p=1377</guid>
		<description><![CDATA[Quattro giorni alla cerimonia inaugurale che si terrà nel centralissimo BC Place di downtown, quel cuscino bianco che si scorge dal satellite nonchè dai piani alti di moltissimi palazzi. Da una dozzina di giorni Vancouver ha cambiato volto, trasformando radicalmente il proprio carattere di centro abitato a metà tra metropoli e capoluogo di provincia. Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quattro giorni alla cerimonia inaugurale che si terrà nel centralissimo BC Place di downtown, quel cuscino bianco che si scorge dal satellite nonchè dai piani alti di moltissimi palazzi. Da una dozzina di giorni Vancouver ha cambiato volto, trasformando radicalmente il proprio carattere di centro abitato a metà tra metropoli e capoluogo di provincia. Le famose -famigerate per alcuni- Olimpiadi che solo pochi mesi fa sembravano ancora così lontane sull&#8217;orologio di Robson Square sono ormai alle porte e ben oltre le porte sono già le decine di migliaia di ospiti che da qualche settimana hanno progressivamente invaso (abbastanza) pacificamente le vie della città più vivibile al mondo.</p>
<p>Anche al vancouverita più distratto non possono sfuggire tutti quei dettagli che stanno rendendo unico questo Febbraio 2010. Innanzitutto il clima. Per quanto l&#8217;inverno sulla costa ovest canadese non sia mai stato rigido come nell&#8217;interno, mai come quest&#8217;anno s&#8217;è visto così frequentemente il bel tempo, spesso accompagnato da temperature decisamente primaverili che stanno ostacolando non poco lo svolgimento delle attività sportive invernali. Impossibile poi ignorare l&#8217;inevitabile arrivo degli arricchiti di tutto il mondo, sempre pronti a onorare le città sulla bocca di tutti della presenza propria e del loro immancabile seguito di roboanti mezzi di trasporto e capi di marca. Dal canto loro gli autoctoni da un lato porgono il benvenuto agli ospiti colorando gli edifici a tema e mettendo in mostra tutte le bellezze del luogo, ma dall&#8217;altro non mancano di distinguersi dai pur amichevoli invasori indossando le felpe rosse ufficiali con la scritta &#8220;Canada&#8221; che, potrei giurare, hanno sbattuto fuori dagli armadi qualsiasi altro capo di abbigliamento.</p>
<p>Per qualche settimana chiuderò gli occhi sulla Vancouver naturale, calma e riservata che adoro, in attesa di godermi tutte le ragioni per cui davvero &#8220;You gotta be here&#8221;.</p>
<p><object style="height: 344px; width: 425px"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xwSCHRQCIBY"><param name="allowFullScreen" value="true"><param name="allowScriptAccess" value="always"><embed src="http://www.youtube.com/v/xwSCHRQCIBY" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowScriptAccess="always" width="425" height="344"></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mush.it/index.php/2010/02/09/1377/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>5 pro di Vancouver</title>
		<link>http://mush.it/index.php/2010/02/04/1375/</link>
		<comments>http://mush.it/index.php/2010/02/04/1375/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 01:46:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mush</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[sproloqui]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mush.it/?p=1375</guid>
		<description><![CDATA[Nessuno ha mai sentito parlare di polveri sottili. L&#8217;aria è pulita come in cima ad una montagna o in mezzo all&#8217;oceano. Si respira con facilità aria che non ha nulla a che vedere con quella di nessuna altra città oltre il mezzo milione di abitanti che abbia visitato in passato. E non solo i polmoni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nessuno ha mai sentito parlare di polveri sottili. L&#8217;aria è pulita come in cima ad una montagna o in mezzo all&#8217;oceano. Si respira con facilità aria che non ha nulla a che vedere con quella di nessuna altra città oltre il mezzo milione di abitanti che abbia visitato in passato. E non solo i polmoni ne giovano ma spesso anche l&#8217;olfatto è chiamato ad apprezzare i sottili profumi della natura che ora sfuggono dalle onde di English Bay e ora si dipartono dalle foreste della riva Nord.</p>
<p>La gente si fa gli affari suoi. Cortesemente. Sempre disposti a prendere l&#8217;iniziativa per aiutare il prossimo non appena se ne presenta l&#8217;occasione, i vancouveriti hanno anche il pregio di non essere invadenti o appiccicosi. Ascoltano ed esprimono le proprie opinioni, ma senza permettersi di far piovere giudizi assoluti di merito. Si interessano alle vicende altrui, ma hanno anche la sensibilità di sapere quando fermarsi e rispettare la riservatezza altrui senza farne un dramma.</p>
<p>Si trova parcheggio. In tutta la città. E facilmente. La maggior parte degli autoctoni che conosco possiede un&#8217;auto e non ho mai visto nessuno parcheggiare su un&#8217;isolato diverso da quello in cui vive. La maggioranza delle abitazioni, sia case sia condomini, dispongono di uno o due posti auto. Questo assicura la disponibilità di spazi nelle vie per tutti coloro di passaggio che hanno bisogno di allontanarsi dal proprio veicolo per qualche ora.</p>
<p>Nuba. E i ristoranti etnici in generale. Ma soprattutto Nuba, meta imperdibile per gli amanti della cucina mediorientale, libanese in particolare. Vancouver è il crogiolo di razze della costa ovest nordamericana ed uno dei vantaggi è che gli immigranti portano con sè le proprie tradizioni culinarie e ne offrono i frutti di alta qualità a cifre convenienti. Chi, come il sottoscritto, spende sei dollari per un pranzo infrasettimanale a base di ottimo sushi sa cosa intendo.</p>
<p>L&#8217;estate. Da aprile a settembre Vancouver e l&#8217;intera British Columbia sono un luogo straordinario. Le lunghe giornate illuminano i tesori naturalistici di cui la regione è ricca e consentono ai curiosi di esplorare in prima persona paesaggi da salvaschermo senza essere costretti a interminabili viaggi. Il clima si mantiene relativamente secco e caldo a sufficienza per godere del mare e di piacevoli serate all&#8217;aperto, ma senza mai sconfinare nella sgradevole parte alta della terza decina di gradi.</p>
<p>Esiste un sesto pro che vince il premio della giuria.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mush.it/index.php/2010/02/04/1375/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>5 contro di vancouver</title>
		<link>http://mush.it/index.php/2010/02/01/1374/</link>
		<comments>http://mush.it/index.php/2010/02/01/1374/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 01:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mush</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[sproloqui]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mush.it/?p=1374</guid>
		<description><![CDATA[Il gusto nelle scarpe. La bruttura delle calzature che si vedono correntemente indosso alle persone supera qualsiasi record precedente. Due esemplari in particolare fanno storcere il collo non appena colpiscono la retina. Gli stivali di gomma con fantasie da scuola dell&#8217;obbligo che una troppo ampia parte della popolazione si ostina ad indossare nei giorni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il gusto nelle scarpe. La bruttura delle calzature che si vedono correntemente indosso alle persone supera qualsiasi record precedente. Due esemplari in particolare fanno storcere il collo non appena colpiscono la retina. Gli stivali di gomma con fantasie da scuola dell&#8217;obbligo che una troppo ampia parte della popolazione si ostina ad indossare nei giorni di pioggia come se fossero tocchi di classe. I famigerati UGGs, stivaloni alti e morbidi originariamente di pelle scamosciata con la pregevole caratteristica di sformarsi dopo il secondo utilizzo, trasformandosi in abominevoli e contorti tubi pelosi che assecondano felicemente le peggiori posture dei piedi.</p>
<p>Gli effluvi delle cucine di troppi locali pubblici. Ci sono diversi ristoranti e fast food che sfiatano i fumi della cucina direttamente sulla strada. Certo, i fetentissimi vapori sono costretti a passare attraverso appositi filtri, tuttavia questi ultimi non sembrano in grado di eliminare l&#8217;odore, invece lo trasformano rendendolo ancora più pesante e insopportabile. Non riesco a capire come così tanta gente possa osare avvicinarsi ad alcuni Tim Horton&#8217;s fuori dai quali aleggia una soffocante nuvola di fritto filtrato.</p>
<p>Il comportamento ai semafori. Se il semaforo è rosso si attende, se è verde si può attraversare la strada, d&#8217;accordo. Ma se non c&#8217;è un&#8217;auto nel raggio di chilometri mi sentirei un po&#8217; prigioniero delle stesse regole che noi uomini abbiamo definito se non attraversassi l&#8217;incrocio, qualsiasi sia il colore del semaforo. Non così per la maggior parte dei vancouveriti che attendono pazientemente il verde in qualsiasi caso. Inizialmente apprezzavo l&#8217;osservanza ortodossa delle norme stradali, ma onestamente in questa circostanza lo trovo esagerato.</p>
<p>Le prenotazioni al cinema. Ma come è possibile che non si possano prenotare i posti a sedere? Ci sono le biglietterie automatiche, la community online, le hostess all&#8217;ingresso e non è possibile scegliere il posto in sala? Per quanto presto si compri il biglietto, si è sempre costretti a presentarsi in sala con largo anticipo per non rischiare di finire nei posti sotto allo schermo. Che poi nemmeno mi è chiaro perchè li costruiscano quei posti. Chi mai vorrebbe mai vedere un film a due palmi da uno schermo di venti metri per dodici?</p>
<p>La moquette. E&#8217; ovunque. La stragrande maggior parte delle case sono ricoperte di moquette. Gli uffici sono una enorme distesa di moquette. In moltissimi locali pubblici è sempre questa moquette a farla da padrone. E l&#8217;unico pensiero che mi rimbalza per la testa quando appoggio i piedi su quel supporto molliccio è che in quello strato di tessuto sintetico si annidano anni di cocktail rovesciati, polvere, acari, il risotto di quel famoso Natale quando è caduta la zuppiera e tanto altro a cui preferisco non pensare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mush.it/index.php/2010/02/01/1374/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>iPacco</title>
		<link>http://mush.it/index.php/2010/01/28/1372/</link>
		<comments>http://mush.it/index.php/2010/01/28/1372/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 02:14:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mush</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mush.it/?p=1372</guid>
		<description><![CDATA[Questa volta temevo davvero che Jobs e compagnia bella avrebbero messo alla prova la mia notoriamente bassa capacità di resistenza alle tentazioni. Erano mesi che seguivo appassionatamente le continue voci sullo sviluppo da parte di Apple di un prodotto trait d&#8217;union tra i popolarissimi iPhone da un lato e i classici MacBook dall&#8217;altro. Nel corso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa volta temevo davvero che Jobs e compagnia bella avrebbero messo alla prova la mia notoriamente bassa capacità di resistenza alle tentazioni. Erano mesi che seguivo appassionatamente le continue voci sullo sviluppo da parte di Apple di un prodotto trait d&#8217;union tra i popolarissimi iPhone da un lato e i classici MacBook dall&#8217;altro. Nel corso degli ultimi dieci anni diversi produttori di hardware si sono cimentati nella progettazione di un computer a guisa di tavoletta privo di tastiera, ma l&#8217;evidenza dimostra che nessuno di essi finora ha ottenuto il successo di mercato che auspicava. E&#8217; anche vero però che in passato Apple ha spesso trionfato dove altri avevano raccolto misere sconfitte ed ero convinto che questo fosse l&#8217;ennesima ripetizione della storia. Mentre quindi seguivo in diretta la presentazione dell&#8217;iPad a San Francisco ero già pronto ad ordinare la nuova meraviglia alla primissima occasione.</p>
<p>A prima vista l&#8217;iPad ha l&#8217;aspetto pulito e gradevole di un iPhone più grande del solito e suscita quell&#8217;istintiva attrazione che possono vantare i frutti di un lavoro di progettazione e design con forte attenzione al dettaglio. Senza scendere troppo nei dettagli tecnici incorpora tutte le funzionalità dell&#8217;iPhone, salvo la possibilità di effettuare chiamate vocali, e sfrutta lo schermo ampio per rendere più naturale l&#8217;utilizzo delle applicazioni multimediali, la navigazione web e la lettura di testi. D&#8217;altro canto però, oltre a pochi ritocchi, ha ben poco da offrire in più dell&#8217;iPhone ed anzi manca di una ormai onnipresente videocamera, è più pesante delle attese e non innova in nessun aspetto il concetto di tastiera a tocco che tradizionalmente non ha mai incontrato i favori degli utenti abituali. L&#8217;apparecchio è per di più privo di qualsiasi tipo di interfaccia che consenta ad esempio di collegarlo facilmente ad uno schermo o trasferire contenuti, per citare i due tra i casi più comuni. Inoltre la miriade di applicazioni che hanno costruito la fortuna dell&#8217;iPhone qui danno l&#8217;impressione di essere semplicistiche e limitate, soprattutto se si considera che non è possibile eseguirne più di una alla volta. Infine il nome non è certo dei più felici visto che &#8220;pad&#8221; è un termine che in inglese ricorda gli assorbenti igienici e su Internet già si rincorrono burle di ogni genere. E&#8217; difficile immaginare quale caratteristica dell&#8217;iPad possa attirare all&#8217;acquisto utenti che già dispongono di un computer portatile ed un telefono di ultima generazione.</p>
<p>L&#8217;unico aspetto indiscutibilmente positivo è il prezzo di listino, a partire da cinquecento dollari, fortemente inferiore alle attese, soprattutto se si considera il fatto che a Cupertino difficilmente svendono i propri prodotti. Tuttavia sorgono comunque dei dubbi se valga la pena investire una cifra simile in un gadget che è una via di mezzo tra un telefono che non telefona troppo ingombrante per stare in tasca e un computer portatile mutilato di diverse delle caratteristiche presenti in tutte le alternative della concorrenza.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mush.it/index.php/2010/01/28/1372/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Per chi non è qui</title>
		<link>http://mush.it/index.php/2010/01/26/1371/</link>
		<comments>http://mush.it/index.php/2010/01/26/1371/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 03:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mush</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[sproloqui]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mush.it/?p=1371</guid>
		<description><![CDATA[Anche oggi la diligenza dall&#8217;est che attendiamo da settimane non è arrivata. Non che siamo impazienti, ma senza i viveri e le coperte che trasporta sta diventando sempre più dura resistere all&#8217;inverno canadese. Anche la posta, pur non contribuendo direttamente alla sopravvivenza, almeno aprirebbe uno spiraglio di speranza in questi giorni bui e freddi, ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche oggi la diligenza dall&#8217;est che attendiamo da settimane non è arrivata. Non che siamo impazienti, ma senza i viveri e le coperte che trasporta sta diventando sempre più dura resistere all&#8217;inverno canadese. Anche la posta, pur non contribuendo direttamente alla sopravvivenza, almeno aprirebbe uno spiraglio di speranza in questi giorni bui e freddi, ma non ci è dato neppure questo. Il termometro oscilla stancamente da mesi nella seconda decina sotto zero, sono ormai solo un fievole ricordo i tre gradi di agosto e quel torrido martedì in cui il ghiaccio che ricopre la baia aveva generosamente consentito ad uno spruzzo d&#8217;acqua di spazzare la spiaggia ricoperta di neve. Jesse ieri ha dovuto scavare nel ghiaccio fino a due metri di profondità prima di giungere all&#8217;oceano, non che l&#8217;intera giornata trascorsa con la lancia in mano in attesa di una preda si sia rivelata particolarmente proficua. Gli unici che sembrano apprezzare quell&#8217;infinita lastra gelata sono i bambini che giocano per ore a rincorrersi su quei loro pattini di legno, ma solo settimana scorsa il ritrovamento della carcassa dilaniata di una foca a pochi metri dalla riva ha fatto capire a tutti che gli orsi bianchi non possono essere lontani. Se si sono spinti fin quaggiù significa che anche per loro sono tempi duri e potremmo doverci preparare presto per qualche visita bianca pelosa e poco gradita. Per fortuna di legna ce n&#8217;è sempre e finchè c&#8217;è legna c&#8217;è il fuoco a cui le fiere difficilmente si avvicinano. La raccolta però non è mai stata priva dei suoi rischi, un mese fa un branco di coguari ha assalito Mallory mentre tornava da uno dei boschi della costa nord. E&#8217; salvo, ma non è stato possibile evitare che due delle bestie lo mordessero ferocemente lasciando una brutta ferita sulla coscia. Lo avremmo trasportato in slitta dal medico che vive oltre il passo, ma non c&#8217;è stato verso di scollare le mute di husky dal tepore del focolare. E questa silenziosa inesorabile neve non sembra potersi fermare più, imprigionandoci ogni giorno di più tra le sue fredde mura bianche.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mush.it/index.php/2010/01/26/1371/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Haiti et alteri</title>
		<link>http://mush.it/index.php/2010/01/21/1370/</link>
		<comments>http://mush.it/index.php/2010/01/21/1370/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 06:59:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mush</dc:creator>
				<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[sproloqui]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mush.it/?p=1370</guid>
		<description><![CDATA[Il 12 gennaio scorso la capitale di Haiti Port-au-Prince è stata colpita da un terremoto di rara intensità e dalle successive forti scosse di assestamento. Il bilancio esatto delle vittime della calamità è ancora incerto, ma le cifre sono nell&#8217;ordine di grandezza delle centinaia di migliaia. I danni alle infrastrutture e agli edifici sono altrettanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 12 gennaio scorso la capitale di Haiti Port-au-Prince è stata colpita da un terremoto di rara intensità e dalle successive forti scosse di assestamento. Il bilancio esatto delle vittime della calamità è ancora incerto, ma le cifre sono nell&#8217;ordine di grandezza delle centinaia di migliaia. I danni alle infrastrutture e agli edifici sono altrettanto gravi e, nonostante gli sforzi internazionali, sarà difficile che l&#8217;intera nazione e la capitale in particolare superino lo stato di emergenza in tempi brevi.</p>
<p>Analogamente a quanto è accaduto in passato per altre catastrofi naturali, l&#8217;onere e la responsabilità morale dei sacrosanti aiuti economici sono stati in gran parte demandati alla popolazione del resto del mondo che da alcuni giorni è bombardata da innumerevoli fondazioni, enti pubblici e privati, organizzazioni umanitarie che fanno leva sulle drammatiche immagini dell&#8217;isola che tutti hanno avuto dinanzi agli occhi per incoraggiare una donazione. Aiutare i bisognosi, ovunque siano sul pianeta e qualunque sia la loro necessità, è un dovere umano imprescindibile e chiunque abbia una coscienza non può non sentire il viscerale impulso a dare del proprio ad un prossimo in evidenti difficoltà. Le modalità con cui questo processo si verifica sono però al momento estremamente confuse e abbandonate alla discrezione ed alla disponibilità dei singoli che sparpagliano i fondi su diverse destinazioni senza avere mai la certezza che arrivino a destinazione.</p>
<p>In primo luogo la scelta se e quanto donare non dovrebbe essere lasciata alla generosità di ciascuno, ma determinata sulla base del reddito, sia delle persone fisiche che delle imprese, come per le imposte. Progettare un sistema simile a quello del cinque per mille con lo scopo di costituire un capitale nazionale da destinare durante l&#8217;anno a iniziative di aiuto umanitario consentirebbe a tutti di contribuire secondo le reali possibilità, indipendentemente dalla personale simpatia verso la specifica causa. In secondo luogo la presenza di un fondo centralizzato dedicato alla solidarietà come quello proposto aprirebbe ampie possibilità per una gestione avveduta di tali sostanze da parte di chi ha reale esperienza nel settore ed è al corrente delle diverse tipologie di assistenza che sono richieste durante le varie fasi del periodo successivo all&#8217;evento.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mush.it/index.php/2010/01/21/1370/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un mese senza</title>
		<link>http://mush.it/index.php/2010/01/18/1369/</link>
		<comments>http://mush.it/index.php/2010/01/18/1369/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Jan 2010 03:12:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mush</dc:creator>
				<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[diario]]></category>
		<category><![CDATA[sproloqui]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://mush.it/?p=1369</guid>
		<description><![CDATA[Un&#8217;abitudine resta tale finchè la si ama al punto che la si coltiva e la si preserva, una volta abbandonata è richiesto uno sforzo per riacquistarla. Alzarsi tutte le mattine alle sette per andare in ufficio sarebbe più facile se durante i fine settimana fosse impossibile stare a letto ad libitum. E&#8217; il confronto che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un&#8217;abitudine resta tale finchè la si ama al punto che la si coltiva e la si preserva, una volta abbandonata è richiesto uno sforzo per riacquistarla. Alzarsi tutte le mattine alle sette per andare in ufficio sarebbe più facile se durante i fine settimana fosse impossibile stare a letto ad libitum. E&#8217; il confronto che uccide, che presenta una nuova possibilità e muove scacco alla consolidata conosciuta routine. Un mondo, o un modo, diverso è possibile. E le abitudini non sono altro che la scorciatoia del nostro pigro cervello per memorizzare soluzioni a problemi comuni che sarebbe inefficiente ricomputare ogni volta. Piegare le abitudini è dispendioso perchè implica valutare nuovamente le soluzioni che si sono ideate in precedenza e per forza metterle alla prova per trovarne di migliori. Una battaglia contro se stessi alla ricerca dell&#8217;ottimo mentre i margini di miglioramento si riducono ad ogni tentativo. I gesti ripetitivi di ogni giorno, ogni settimana, ogni mese, sono il pilastro di certezza a cui ci appoggiamo per non cadere ma che dall&#8217;altro lato ci tiene incatenati a sè e ci impedisce di spiccare il volo ed esplorare.</p>
<p>Non ho aggiornato il blog per più di un mese e qualcuno se n&#8217;è accorto. Più di uno. Non posso nascondere che mi faccia piacere che qualcuno non solo legga quando scrivo, ma che ne senta anche la mancanza quando sono in pausa. Scrivere un blog non è nè scrivere un diario, nè scrivere articoli di giornale. L&#8217;attività è assolutamente autonoma con tutti i pro e i contro del caso, gradisce un buon livello di disciplina e non può mancare di una sorgente inesauribile di idee. Senza fare il verso alle chiacchere già viste in &#8220;Julie &#038; Julia&#8221;, a causa degli elementi citati, a volte semplicemente non è possibile scrivere.</p>
<p>Ho deciso di aggiornarlo proprio oggi con questo messaggio perchè il 18 Gennaio del 2005 ho scritto il primo post e tenevo in qualche modo a far arrivare questo progetto al lustro di esistenza. Ora occupa la seconda posizione nella classifica delle attività che sono durate di più nella mia vita, superato solo dal corso universitario di ingegneria. Un gruppetto di testa che stacca di diverse lunghezze i lontani inseguitori.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://mush.it/index.php/2010/01/18/1369/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
