Lo spam ha come unico scopo di vendere farmaci, droghe o altro materiale fisico? Apparentemente no: ieri ho ricevuto direttamente dalla mano tecnologica di Fausto Bertinotti una email, chiaramente NON richiesta, che mi invitava a partecipare alle primarie dell’Unione. Specifico, se ce ne fosse bisogno, che non sono in alcun modo in contatto con alcun partito dell’Unione, non ho rilasciato il mio indirizzo di posta elettronica a nessun partito dell’Unione e certo non ho richiesto informazioni su come partecipare alle primarie dell’Unione.

Il fatto è evidentemente molto grave in quanto dimostra due concetti apparentemente nuovi: innanzitutto lo spam non è solamente UCE, Unsolicited commercial email, promozioni commerciali non richieste, ma sta allargando il proprio ambito di diffusione anche alla sfera della pura promozione personale, del proprio partito o delle proprie idee; in secondo luogo la cultura informatica della nostra classe politica è evidentemente inesistente se un importante personaggio politico quale Fausto Bertinotti di Rifondazione Comunista si permette di inviare indistintamente promozioni di sè stesso a indirizzi di posta elettronica ottenuti in modo non chiaro, proprio mentre in Europa e negli Stati Uniti, si cerca di redigere una legislazione tale da porre le forze dell’ordine in grado di poter perseguire chi viola la privacy dell’individuo tempestandolo di email non richieste.

In definitiva probabilmente la percezione del pubblico non tecnico è che inviare grosse quantità di posta elettronica a destinatari che non l’abbiano richiesta non sia propriamente un reato, ma sia solamente una pratica fastidiosa. Mi piacerebbe che la stampa a larga diffusione stigmatizzasse questo ed altri eventi simili per evitare che si ripetano.

Aggiornamento: oggi, 9 Ottobre 2005, mi è giunta una nuova email (questa volta, non so bene perchè, interpretata come spam dal mio motore Antispam) da chi ha orchestrato l’invio di massa di cui vi ho raccontato in precedenza. In questo nuovo messaggio però il mittente si scusa ed afferma di non aver compreso la gravità del gesto compiuto. Non riesco a pensare che qualcuno possa organizzare un invio di massa di un messaggio promozionale senza comprendere cosa stia facendo. Resta da capire dove sia stato reperito il mio indirizzo di posta elettronica visto che non è pubblicato da nessuna parte.

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