I giorni che ho trascorso a Dublino la settimana passata hanno accresciuto la mia convinzione che la qualità della vita in Italia sia notevolmente inferiore a di diversi altri paesi europei. E’ da tempo che medito sull’opportunità di trasferirmi all’estero e cercare altrove quello che l’Italia evidentemente non è più in grado di offrirmi. Dublino è una capitale ma sa come mantenersi vivibile: come tutte le altre volte che l’ho visitata mi ha dato l’impressione di accogliere e integrare senza perdere la propria identità. La vita a Dublino sembra più umana e comprensibile rispetto al caos milanese a cui sono ormai assuefatto.

Di fianco al mio hotel ho trovato un piccolo bar, gestito da italiani, che offre caffè all’italiana, cappuccini e briosche di alta qualità. Mi sono immaginato tra qualche anno con un locale simile, lontano da computer, informatica, business e crisi economiche. Senza scadenze, marketing, promozioni e quote di mercato. Probabilmente non diventerò ricco, ma in compenso la salute, fisica e psicologica, ne trarrà grandi benefici. E di domenica me ne andrò al parco, mi sdraierò su un prato senza l’ansia di incappare in qualche ricordino marrone e mi godrò l’aria irlandese; oppure andrò a fare shopping in O’Connell street, davanti a The Spire, da Penneys dove con 40 euro rinnovi tutto l’abbigliamento.

Tutto questo mi sta molto tentando, presto potrei cedere e volare a Dublino, o in Inghilterra o in Canada..

Annunci