Qualche sera fa mi è capitato di chiaccherare di matrimoni, complici le imminanti nozze del caro Marco; mi stavo divertendo a pensare a tutte le tradizioni che circondano l’evento, la chiesa, il pranzo, la lista nozze, senza contare tutti quegli usi che variano da regione a regione. E pensavo che il giorno remoto in cui convolerò mi piacerebbe organizzare qualcosa di un po’ fuori dal coro. In particolare stavo pensando ad un perverso meccanismo per i regali di nozze.

L’idea consisterebbe nel legare il valore del regalo all’importanza che riveste l’invitato all’interno della cerimonia: una sorta di evoluzione della lettura pubblica dei regali ricevuti con relativi commenti: il classico damerino tutto impomatato proclama al microfono “La famiglia Custozzi regala una lavatrice a cinque tempi in oro massiccio” e tutto il pubblico “Ohhh”. “Grifagni Paolo dona una grattugia in acciaio” seguito dal coro “Barbone!”.

Ad esempio si potrebbe posizionare un buttafuori all’esterno della chiesa che assegna i posti per la cerimonia in base al valore del dono offerto: fino a cinquanta euro di valore ci si accomoda sul piazzale antistante la basilica, fino a 200 euro nelle ultime file e poi dalle prime file fino alle poltroncine dei testimoni in ordine crescente di scontrino. Mi sono sbellicato a pensare al buttafuori che chiama i superiori chiedendo se può far passare un invitato che ha regalato solo una camicia da 49.50. “Eh, con la camicia Boggi non so se ce la facciamo: certo se avesse preso una Corona il discorso sarebbe diverso. Non riesce a procurarsi qualcos’altro da aggiungere? Almeno una cravatta. Con un paio di gemelli la faccio mettere a metà navata!”

E stilare una lista nozze un po’ particolare? Costituita da parure di banconote da cento euro, collier di bigliettoni da cinquanta e quadretti che incorniciano colorati e cospicui assegni circolari? Altro che le solite batterie di pentole e servizi di bicchieri! Di questa lista nozze si potrebbe certo essere soddisfatti! Immagino già la prima notte di nozze a contare le mazzette e metterle nella ventiquattrore prima di partire per la Svizzera, altro che lenzuolo macchiato..

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