Mi sono avvicinato a questo romanzo di Asimov con i pregiudizi di chi crede che i romanzi catalogati nel filone fantascientifico siano tutti un po’ uguali e caratterizzati da una certa povertà di stile ed idee. In particolare, chissà perchè, ho sempre associato Asimov con quella letteratura di fantascienza da due soldi, quella la cui lettura è un furto di tempo e distrazione da più interessanti autori. Inutile dire che mi sbagliavo e che i miei pregiudizi erano totalmente infondati.

Un avvincente giallo intorno all’omicidio di un importante personaggio offre all’autore l’opportunità di introdurre un mondo futuribile dove umani e robot convivono un gigantesche megalopoli disegnate per ottenere il massimo dell’efficienza. Gli storici problemi dell’umanità non sono però stati risolti e questo romanzo trova il suo palcoscenico in una metaforica rivalità ed astio reciproco tra diverse comunità con storie diverse e costumi differenti.

Il vero valore del romanzo risiede però nella profonda e precisa analisi dell’uomo, delle sue peculiarità e delle sue psicosi su cui si basa tutta la società descritta e questa stessa analisi è condotta dal personaggio più obiettivo che si possa immaginare, un elaboratore, un robot. Tutto il mondo fantascientifico di Asimov parte da una analisi dello sviluppo della società umana sulla base di ciò che l’uomo è, come si comporta e quali sono i suoi istinti. Tutto questo rende il romanzo estremamente attuale e in fin dei conti un classico, anche se è stato scritto decine di anni fa e narra una vicenda che si svolgerà in un futuro lontano.

E’ in definitiva una lettura che consiglio a tutti: un giallo che coinvolge ed appassiona, un modo per sbarazzarsi di ogni pregiudizio nei confronti della fantascienza e dei suoi mostri sacri.

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