La parte del sogno che ricordo si apre mentre sono al volante della mia fida Renault Clio 1.2; con me a bordo ci sono due amici, non riesco ad identificare esattemente chi siano, ma sono due persone assolutamente fidate che conosco da diversi anni. All’improvviso, mentre sto percorrendo una discesa in un centro abitato mi compare davanti una figura malefica: è una persona di sesso maschile, di statura inferiore alla media, indossa occhiali da sole con lenti verdi, ha un pizzetto disordinato e veste un impermeabile anch’esso verde, digrigna i denti in un sorriso perfido. Lo riconosco subito per uno dei “cattivi” classici dei miei sogni, anche se devo averlo incontrato solo un altro paio di volte al massimo. La figura scompare all’improvviso, senza lasciarmi il tempo di reagire.

Cambia scena e sono in autostrada con gli amici di cui sopra. Improvvisamente l’auto smette di funzionare correttamente: dal cruscotto tutte le luci sembrano affievolirsi e riprendono vigore solo se accelero. Poco dopo l’auto si ferma e con gli altri passeggeri scendo in un’area di sosta. Mentre passeggio sento dei rumori e vedo una berlina che copre la vista della mia Clio e due energumeni che stanno bastonandone il cofano e il parabrezza: il vetro è ormai in frantumi e il cofano si accartoccia piano piano sotto i colpi. Non faccio in tempo a consolarmi che la mia macchina sia intera che vedo i due miei amici che stanno a loro volta riservando lo stesso trattamento alla mia Clio. Hanno però subito una trasformazione: sono tutti verdi, ricoperti da una strana muffa. Capisco che l’eterno cattivo dei miei sogni ha iniettato loro un liquido nocivo che li ha mutati. Devo stare attento a non farmi contagiare. Troppo tardi, mi sono addosso. Non riesco ad evitarli, vengo contagiato anch’io.

Il sogno si fa ora confuso: sono contagiato, lo sento ma allo stesso tempo ne sono solo parzialmente infastidito. Cambia scena e sono sulla Clio, da solo, che fuggo dall’area di sosta autostradale. La strada è libera e io sfreccio verso l’orizzonte.

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