Tre senatori di Alleanza Nazionale hanno proposto di introdurre una tassa di un eurocent su ogni SMS inviato, con lo scopo di finanziare i libri di testo scolastici degli alunni fino ai sedici anni (Corriere). Finalmente una proposta sensata. Finalmente si cerca di puntare sull’educazione e investire i denari pubblici per agevolare la crescita culturale della popolazione. Finalmente invece degli incentivi Sky per rimbecillire ulteriormente gli spettatori si cerca di elevarne le aspettative.

Di pagare tasse non si è mai felici, ma se davvero un centesimo del mio SMS viene dedicato a questa causa potrei farlo anche volentieri. Gli unici che sembra abbiano il diritto di non esserne entusiasti sono gli operatori di telefonia mobile. Tronchetti Provera si è già dichiarato contrario: eh certo, gli SMS sono interamente margine di utile, vogliamo portargliene via la dodicesima parte? Non sia mai. Tanto più che già Telecom ha un piede nella fossa, se poi non remuneriamo gli azionisti, possiamo anche portare a casa teatro e marionette.

Mi piacerebbe che quest’iniziativa avesse un seguito, magari per finanziare qualche progetto di utilità sociale o ecologica. A quando una bella tassa sulle Playstation e sulle discoteche?

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