Quando ero piccolo la mamma mi raccontava episodi tratti da questo libro. Mi ricordo del coniglio, del tè dal cappellaio matto e dello stregatto invisibile. Forse ho anche visto qualche scena del film Disney che è stato tratto dal romanzo di Carroll. Per tanto tempo sono rimasto curioso di leggere di persona le vicende di Alice e finalmente mi sono accontentato e mi sono regalato una versione economicissima dell’opera che ho letto in meno di una settimana durante i giornalieri viaggi in metropolitana.

Mano a mano che la lettura procedeva mi sono trovato davanti ad un mondo onirico assolutamente privo di ogni logica eppure, da un certo punto, quasi conosciuto. La narrazione, i personaggi, la stessa protagonista cessano completamente di seguire canoni definiti e nemmeno si attengono ad uno sviluppo sequenziale ed organico. A tratti mi è sembrato di leggere rumore bianco tanto il caso, nel senso stretto di sequenza aleatoria, si poneva come unico senso percepibile.

Non sono del tutto sicuro che sia stata una lettura che ho apprezzato. In un certo modo mi aspettavo qualcosa di più simile alla favoletta che mi raccontava la mamma. E soprattutto mi aspettavo una narrazione più brillante e significati meno ermetici: le note a piè di pagina sono state di aiuto, ma a tratti ho proprio avuto l’impressione di leggere il delirio di un autore in trip da LSD..

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