Tornare a casa in metropolitana dopo una giornata al lavoro può essere pesante. E ci sono sere in cui non ho assolutamente voglia di estrarre un libro dallo zainetto perchè non avrei gli occhi per leggerlo. In quelle sere l’unico svago che mi concedo nei venti minuti di vaggio è l’osservazione degli altri passeggeri. Cosa fanno. Cosa dicono. Che aspetto hanno. Come sono vestiti.

In particolare mi piace capire qualcosa delle persone da che scarpe indossano e spesso vago per il pavimento tra una scarpa e l’altra. Proprio in uno di questi momenti ho cominciato ad interessarmi alle calze. Ho individuato tre grandi categorie di calze: le calze da uomo, la calze di spugna e i collant; le prime sono relegate al mondo maschile e le ultime alle donne, mentre le calze di spugna, più sportive, vengono utilizzate da entrambi i sessi. Da questa semplice classificazione sono sorti stormi di nuovi interrogativi. La prima domanda che mi sono posto è perchè gli uomini non utilizzino i collant. La risposta più ovvia mi è sembrata che i collant hanno senso solo in congiuntura con la gonna e, non usando gli uomini la gonna, non metteno nemmeno i collant. La risposta però è parziale perchè, ad esempio in alcuni casi anche gli uomini indossano calze simili ai collant, ad esempio le famigerate calzamaglie che quando ero piccolo sembravano essere l’accessorio indispensabile per sciare, nonostante io non ne fossi affatto convinto. Che dire poi delle autoreggenti? Non sono forse calze da uomo un po’ più lunghe? E perchè le calze da uomo non hanno la plastichina appiccicosa delle autoreggenti, ma l’elastico? Il profondo mistero delle calze ha cominciato ad infittirsi e farsi interessante.

Nel giro di un viaggio in metropolitana sono riuscito a creare interi universi di persone, tipi psicologici, lavori ed abitudini tutti basati sul tipo di calze. Ho innalzato la calza ad espressione della persona, una sorta di impronta indelebile che ciascuno indossa e che lo identifica per quello che è. Dimmi che calze indossi e ti dirò chi sei. Alla mia fermata comunque restavano ancora diverse questioni insolute: ad esempio come mai non esiste il gambaletto di nylon per uomo. La sola idea mi fa stare male, ma sulla carta non dovrebbe avere nulla di sbagliato, perchè non si usa? O ancora, cosa spinge certi loschi individui a mettere i calzini di spugna tubolari sotto i mocassini? E che conclusioni possiamo trarre da questo prezioso indizio? La trattazione della scienza delle calze è lunga e impegnativa, la ricerca e l’analisi richiederanno numerosi altri viaggi in metrò.

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