So che questo messaggio lo potrebbe scrivere un nonno di quelli che guardano il lavori tutte le mattine o che si ricordano di quando c’era “lui” e i treni arrivavano in orario; a volte però vengo colto da momenti fuggevoli di consapevolezza e mi lamento, forse la vecchiaia si avvicina a passi più veloci del previsto. Mi toccherà segarle le gambe.

Martedì sera, poco dopo le undici, mi sono seduto in un piccolo locale in zona Porta Romana, una sorta di pasticceria provvista di posti a sedere. Negli ultimi tempi ho spesso frequentato questo posto, ha tanti vantaggi: è tranquillo, vicino a casa ed ha qualche leccornia che ogni tanto mi piace regalarmi. Martedì però la mia attenzione si è catalizzata sui prezzi, nonostante avessi ben altro su cui concentrarmi.. 4 euro per un tè mi sono sembrati un prezzo esorbitante, soprattutto tenendo conto che si tratta di acqua e poco altro; 5 euro per una cioccolata calda, buona certo ma sempre cioccolata calda, non una torta nuziale; gli stessi 5 euro si possono investire anche per tre meringhine di numero con un rigagnolo di cioccolata di accompagnamento; per i gran ganassa poi si può accedere con il modico prezzo di 25 euro a bottiglie intere di Passito di Pantelleria che certo mi piace molto, ma non così tanto da pagare quella cifra.

Ora, se non ci si fa giustizia da sè pagando solo una parte di quel che si è mangiato si finisce a spendere 30 euro per una merenda per due persone. Mi sta passando la voglia di mangiare fuori, si sta esagerando: sono disposto a spendere molto per cibi che valgono molto, ma sono stufo di pagare profumatamente i cibi più semplici ed economici in circolazione. E’ forse giunto il momento per un’inversione di tendenza e spostare il luogo d’incontro con amici e fidanzate a casa: con un breve giro al supermercato ed una manciata di euro si imbandisce una tavola ed una cantina che un qualsiasi locale farebbe pagare una fortuna.

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