Secondo Wikipedia il gioco d’azzardo “consiste nello scommettere denaro o altri beni sul futuro esito di un evento”. E’ possibile giocare d’azzardo in privato o tramite strutture pubbliche, legali e non. La differenza tra il primo caso ed il secondo è la presenza del banco. Se una sera decido di giocare a poker con i miei amici, tutti i soldi che vengono persi dai giocatori vengono guadagnati da altri giocatori: tutti hanno le stesse probabilità degli altri di vincere o perdere. Se invece vado a Montecarlo a giocare alla roulette la situazione non è la medesima: il banco gestisce il gioco, raccoglie le puntate, premia i vincitori e, comunque si svolga il gioco, salvo deviazioni statistiche fantascientifiche, alla fine della giornata vince sempre; una parte dei soldi dei giocatori viene comunque incassata dal banco. Il gioco del Lotto, il Totocalcio e tutti gli altri giochi gestiti dallo stato funzionano allo stesso modo del casinò.

“Il gioco d’azzardo può diventare in alcune persone una vera e propria patologia, diagnosticabile e curabile attraverso un’adeguata psicoterapia, che le spinge a giocare compulsivamente per vivere l’emozione e l’eccitazione del rischio, che è tanto più forte quanto più alta è la posta: anche se queste persone sanno prefettamente come funziona il mondo del gioco d’azzardo, continuano a giocare senza fermarsi, che stiano vincendo o perdendo, finchè non hanno perso tutto quello che potevano giocare. Per questo molto spesso si dice che chi è malato di gioco d’azzardo in realtà non gioca per vincere, ma per perdere.”

Nel corso del 2005 in Italia si è registrato un aumento del 12% dei proventi derivanti dal gioco d’azzardo, pari a 28 miliardi di euro, circa 380 euro per ogni cittadino. Questo significa che in media lo Stato ha “vinto” 380 euro ad ogni cittadino italiano al gioco. In Italia lo Stato sfrutta una diffusa patologia psicologica, quella del gioco, per racimolare denaro. Trovo ripugnante che proprio lo Stato, il cui compito ultimo è la tutela del cittadino, predisponga e gestisca i mezzi attraverso i quali il cittadino stesso ha la possibilità di perdere i propri averi per una debolezza di carattere; e non solo organizza questa attività ma ne trae anche profitto!

Perchè nessuno ha mai sollevato questo punto? Non me lo spiego. Cioè, me lo spiego eccome. Pur di raggranellare denaro si ricorre ai metodi più infidi, allo sfruttare i vizi e le debolezze a fini di lucro. Abbiamo il monopolio di stato sul fumo che uccide migliaia di persone ogni anno, non può certo mancare quello sul gioco d’azzardo che in fondo le depreda solamente. Mi aspetto che da un momento all’altro venga introdotto il monopolio di stato sulle droghe, così se mi ammazzo di coca almeno rimpinguo le casse dello Stato!

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