Il ritorno a Milano è stato più pesante del previsto. Il grande mondo dei soldi e del business sotto Natale gode del suo periodo più florido ed io, mio malgrado al suo servizio, sono costretto a stare al gioco. Telefonate, uscite, discussioni e riunioni si susseguono senza sosta, tutti sono impegnati, hanno fretta ed affari da concludere “prima delle feste”.

Tanto il ritorno è stato brusco e improvviso quanto sono stati piacevoli e beati i giorni trascorsi in Svizzera con tanti amici a cui sono affezionato, pur con un paio di assenze notevoli. Qualche giorno senza pensieri indotti dal mondo esterno aiuta a mettere a fuoco ciò che realmente interessa e la direzione che vogliamo imprimere ai nostri progetti. E anch’io in quest’occasione ne ho approfittato e ho messo alcuni punti fissi per quanto riguarda i miei sogni e quelli che da sogni voglio che diventino progetti. Non voglio che l’abitudine mi paralizzi e mutili senza speranza i miei castelli in aria. Desidero invece avere sempre ben presente i miei obiettivi, la meta che desidero raggiungere e le tappe intermedie.

Grazie a chi periodicamente solleva di qualche grado il mio sguardo e mi permette di vedere oltre l’asfalto che ho sotto i piedi.

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