Oggi il Corriere scrive che mancano 64 milioni degli euro promessi dallo Stato per le Olimpiadi di Torino dell’anno prossimo. Come ben sa chi lavora con le amministrazioni pubbliche, lo Stato ordina le commesse ma per i pagamenti attende, spesso anni. In questo caso però abbiamo gli occhi esteri addosso, le Olimpiadi sono un evento mondiale e non si può certo “dimenticarsi” di pagare 64 milioni di euro. E qualcuno ha avuto una bella idea per risolvere questo increscioso incidente: “Mario Pescante, sottosegretario ai Beni culturali e supervisore del Toroc, il comitato organizzatore dei Giochi, è riuscito a convincere il ministro Giulio Tremonti a concedere un gratta e vinci che dovrebbe garantire entrate per 24 milioni di euro senza costi per i bilanci dello Stato.”

Ecco, facciamo una bella lotteria! Non graviamo sui bilanci dello Stato e qualche pirla che spende i propri soldi per un gratta e vinci c’è sempre. I 24 milioni di euro che entreranno nelle casse dello Stato sono i soldi che verranno “persi” al gioco dagli italiani, soldi a tutti gli effetti sottratti sfruttando la delusione e la miseria di tanti Italiani che hanno come ultima speranza di vincere due spiccioli giocando con la fortuna. E Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, si lascia sfuggire dichiarazioni di questo genere: “Una cosa è certa: le Olimpiadi si faranno. E un’altra cosa è sicura: non saranno i cittadini a rimetterci di tasca loro.” Ah no? E chi ci rimetterà allora? Di certo le Olimpiadi non le pagherà di tasca sua. Avrebbe fatto meglio a dire che ai cittadini non sembrerà di rimetterci niente perchè saranno così bravi da grattar via i loro risparmi prima che se ne accorgano.

E’ indecente che lo Stato si finanzi in questo modo.

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