Oggi le mie ghiandole surrenali erano in ottima forma e si sono date da fare più del solito emettendo il loro neurotrasmettitore preferito. Complici alcuni sorpassi a camion in sbandata e il terreno dissestato dagli infiniti lavori sulla autostrada Milano-Torino, ho subito diverse scariche nel corso della giornata, senza escludere un paio di brividi in serata. Ormai, dopo l’incidente di un anno fa a cui sul momento ho reagito fin troppo bene, la strada e le auto non sono più amiche ma una potenziale minaccia, pronta a scattare non appena l’attenzione cala. Ogni curva può essere un’insidia, ogni furgone potrebbe urtarmi, ogni dosso può nascondere minacce alla mia incolumità. Ed ecco che, sotto stress per una setimana intensa e stanco fisicamente, anche i pericoli più comuni possono scatenare le reazioni istintive dell’organismo.

Non sono in grado di descrivere le sensazioni che si provano durante una scarica di adrenalina. Di certo non passa inosservata e chiunque ne ha vissuta almeno qualcuna per evitarmi di dover spiegare come funzioni, anche se per quanto mi riguarda sono molto rare. L’effetto è inoltre immediato, ma svanisce rapidamente, impedendo così di capire esattamente cosa stia succedendo e lasciando un alone di intrigante mistero.

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