L’idea mi è venuta in occasione dell’uscita dell’ultimo libro di Harry Potter. L’ultimo episodio della saga era uscito da un paio di giorni e già molte librerie avevano esaurito il volumetto, fu allora che un collega mi riferì che il libro era disponibile anche in alcuni supermercati con uno sconto interessante, nell’ordine dei 6 o 7 euro su un prezzo di copertina di poco più di 20. La tentazione era forte. Ma poi ho pensato che scegliendo il supermercato avrei sì risparmiato, ma avrei anche svantaggiato le librerie che dai bestseller traggono i profotti per continuare a vendere anche quei libri che non hanno il successo di Harry Potter ma che è bene che continuino a essere venduti. La vicenda in sè si è conclusa senza che acquistassi il libro da nessuna delle due parti, ma mi ha fatto riflettere.

In seguito a questo episodio sto sviluppando una sorta di senso critico riguardante gli acquisti che prenda in considerazione non solo la convenienza e l’utilità del prodotto, ma anche chi lo propone ed in ultima istanza riceverà il mio denaro. Proprio per questo motivo ultimamente sto preferendo i piccoli commercianti alle grandi catene, anche se spesso la scelta è svantaggiosa dal punto di vista economico: sono convinto che una scelta puramente orientata al costo porti a lungo termine alla scomparsa dei piccoli commerciali e dunque alla mancanza di concorrenza con i grandi gruppi di vendita al dettaglio e di servizi. Questo evento credo che sia da evitare in quanto sarebbe un danno, anche economico, per il consumatore.

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