Tra un po’ non avremo neppure il gas. Dopo due mesi di minimizzazioni e scaricabarile eccoci qui, con un freddo che il diavolo lo manda e senza riscaldamento. Mi sembra di vivere in una fiaba dei fratelli Grimm e invece no, siamo nel 2006 in uno dei paesi di G8, gli otto più importanti paesi del mondo. Dopo aver finito le lacrime per piangere non abbiamo nemmeno più il gas per attaccerci al tubo.

Non so se ci sia una colpa e di chi sia, in fondo è irrilevante. L’unico fatto che conta è che rischiamo di rimanere tutti al gelo. E, non per essere pessimista, ma ho la vaga impressione che la crisi del gas sia solo la punta dell’iceberg dell’imminente crisi energetica che coinvolgerà le forniture elettriche ed in futuro i carburanti ricavati dal petrolio.

Al solito ci penseremo quando sarà il momento, quando la situazione sarà già grave se non irreparabile e quando ci costerà di più. Continuo a stufarmi sempre più di vivere in un paese da terzo mondo..

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