Tre giorni a Roma, delimitati da una partenza di primissima mattina e un ritorno in tarda serata. Tre giorni in giro in giacca, cravatta e scarpette nere, come se l’abito fosse il 90% del monaco. Tre giorni a mangiare fuori in continuazione che alla fine non sapevo nemmeno più cosa prendere. Tre giorni senza vedere gli amici, dormire nel mio letto, leggere i miei libri. Non sono sicuro di voler avvicinare la mia figura professionale a quella del classico venditore con le scarpe a punta, il sorriso stampato sulla bocca, la battuta sempre pronta e la coda a punta in cerca della preda da infilzare. Sono un tecnico, “solo un tecnico” direbbe qualcuno, mi piace la tecnologia, non le chiacchere da sala riunioni, le strette di mano e gli scambi di biglietti da visita.

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