Ultimamente ho perso un po’ il gusto per il cinema. Sono stufo dei soliti film, con le stesse vicende di sempre, gli stessi finali scontati, le stesse battute trite e ritrite. Sfogliando la pagina degli spettacoli non riesco più a farmi venire il guizzo di andare in sala a vedere le prime visioni: i titoli, le recensioni, gli attori non mi incuriosiscono più. Purtroppo in questo modo si rischia di perdersi prodotti interessanti e quindi nel fine settimana scorso mi sono impegnato a vedere qualcuna delle ultime produzioni, in particolare The Weather Man, con Nicolas Cage.

Poco più di un’ora e mezza di vita ordinaria di un presentatore televisivo delle previsioni meteo: le preoccupazioni e le incertezze di tutti, la famiglia, i figli, il lavoro, la depressione, ribaltati su uno di quei personaggi dello spettacolo che il pubblico percepisce ancora come icone felici e per cui prova invidia. Si sente fortissima la dualità tra il personaggio televisivo, con il sorriso di cartapesta stampato in viso, e il padre di famiglia che non trova la marcia giusta con la donna da cui si è separato, non è in grado di comunicare efficacemente con i propri figli e non riesce a farsi rispettare dal proprio pubblico. Eppure durante lo svolgersi degli eventi spicca il tentativo del protagonista di cambiare vita, nonostante l’inerzia dell’ambiente circostante.

Viziando il giudizio del film con la mia predilezione per Nicolas Cage consiglio la visione a tutti, previa iniezione di umore positivo e spirito positivo senza i quali probabilmente la vita del Weather Man sembra rischiosamente simile alla propria.

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