Mi sono piegato anch’io al terrore del terrorismo, passatemi la ripetizione, e da questa settimana fino ad avvenute elezioni mi recherò al lavoro in auto, invece che prendere i mezzi pubblici, possibile obiettivo di un attentato.

Mi rendo conto che quanto tutto questo abbia poco senso. Ho più probabilità che uno di quegli orrendi SUV di cui tutte le strade di Milano sono popolate travolga la mia Clio piuttosto che mi esploda il vagone della metropolitana su cui viaggio sia obiettivo di un attentato dinamitardo. Ma sono molto incline ad ascoltare le mie sensazioni e la mia sensazione è che sia meglio andare in auto e così faccio. A rendere ancora più insensato il mio allarmismo è il fatto che se fossi un attentatore di certo non andrei a fare baraonda adesso che il centro-sinistra è in notevole vantaggio, assodato che probabilmente una vittoria del centro sinistra potrebbe portare ad un ruolo italiano molto meno protagonista in medio oriente.

Di fatto è dall’11 marzo di Madrid che proclamo che il nostro turno di ricevere lo schiaffo del terrorismo islamico sarebbe arrivato a ridosso delle elezioni, non posso smentirmi proprio ora facendo finta che il livello di pericolo sia quello di un mese fa. Poi probabilmente andare in auto al lavoro sarà inutile perchè sarà invece l’aereo che devo prendere giovedì prossimo per Londra a schiantarsi sul Duomo..

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