Esiste forse un’altra via d’uscita? Non la vedo proprio. Non me la sento di schierarmi con nessuna delle due squadre che al momento infestano la scena politica italiana. Entrambe si presentano in modo talmente repellente da non renderle eleggibili, nemmeno se si dovesse accontentarsi del meno peggio. La campagna elettorale ha superato ogni limite di accettabilità, nei termini, nelle dimensioni, nella credibilità: non sono in grado di accordare la mia fiducia a due litiganti che fanno le veci di due avversari politici. Le regole del dibattito sono quelle della strada, non più del confronto civile tra due posizioni opposte, se effettivamente opposte sono. La politica italiana sta vedendo in questa primavera 2006 il momento più basso della sua storia e forse la sua fine per come la conosciamo.

Sono qualunquista nel senso in cui, al punto in cui sono arrivate le cose, ritengo indifferente che vinca uno schieramento o l’opposto. Comunque sia sarà una sconfitta per gli italiani e per la politica. Proprio in questo senso credo che il migliore segnale che possa arrivare dal popolo italiano durante il prossimo weekend sia l’astensionismo e l’annullamento delle schede elettorali. Solo così gli italiani potranno dimostrare, urlando silenziosamente ed in modo democratico, il proprio sdegno nei confronti della classe politica attuale.

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