Stamattina mi sono svegliato con due chiodi fissi in testa: Ventimiglia, la città ligure al confine con la Francia, e le guardie svizzere, storico corpo al servizio del Papa.

Mi piacerebbe essere nato a Ventimiglia. E’ un nome che suona bene, Ventimiglia. E’ al mare, vicino alla Francia e se vuoi puoi anche abbreviarlo, come spesso succede nelle stazioni ferroviarie, e scrivere XXmiglia. Credo che la passione per XXmiglia derivi dal fatto di esserci passato tante e tante volte per andare e tornare dalla Spagna in treno. Mi ricordo che partivo da Milano con un treno diretto a Port Bou in Spagna; a XXmiglia salivano i carabinieri per i controlli di frontiera. E poi al ritorno il treno che partiva da Cerbere, confine francese con la Spagna, aveva come destinazione proprio XXmiglia. Di fatto di questa città conosco solo una panetteria vicino alla stazione in cui andavo a prendere la focaccia per colazione, ma mi affascina.

E le Guardie Svizzere. Cosa spinge alcuni svizzeri cattolici ad entrare in questo corpo? C’è qualcuno che nasce e, invece che voler fare l’astronauta o il pompiere, da grande vuole fare la guardia svizzera? Non mi sembra verosimile. Eppure a quanto pare è un traguardo ambito. Stare tutto il giorno in piedi, in Vaticano, con un’alabarda in mano, vestito da Jolly. Inspiegabile.

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