Ho sempre amato la fisica, mi ha sempre affascinato. Anche quando ho ripetuto per la bellezza di sette volte l’esame di Fisica Generale I al Politecnico in fondo lo studio della fisica non mi ha mai stancato. Ho sempre avuto l’impressione di studiare qualcosa di estremamente essenziale, qualcosa che tutti dovrebbero conoscere almeno nei tratti principali. Si tratta di studiare come funziona tutto ciò che ci circonda, cose animate ed inanimate, solide, liquide o gassose, pianeti, stelle, galassie. Tutto può essere studiato dalla fisica e modellizzato tramite le sue teorie o almeno questo è il campo di studio. La fisica studia tutto. E proprio per questo affascina: ogni informazione, ogni nozione di fisica che si apprende si traduce in un effetto, una manifestazione che si può toccare con mano, vedere, confermare.

Purtroppo non sono riuscito a studiare fisica quanto avrei voluto e proprio per questo mi sono rivolto alla produzione di Richard Feynman, celeberrimo fisico, premio Nobel nel 1965. In particolare da qualche giorno sto leggendo “Sei pezzi facili”, sei lezioni, pezzi appunto, di fisica semplice, comprensibile a chiunque ne abbia desiderio. Ed è sorprendente come Feynman riesca con parole semplici a comunicare efficacemente al lettore i complessi concetti della fisica, riportando ogni affermazione ad esempi tangibili e conosciuti.

Per chi fosse interessato proprio oggi mi sono imbattuto in questa intervista al premio Nobel che mi godrò non appena possibile..

“Se in un cataclisma andasse distrutta tutta la conoscenza scientifica, e soltanto una frase potesse essere trasmessa alle generazioni successive, quale affermazione conterrebbe la massima quantità di informazioni nel numero minimo di parole? Io credo che sarebbe l’ipotesi atomica (o dato di fatto atomico, o comunque vogliamo chiamarlo) secondo cui tutte le cose sono fatte di atomi, piccole particelle che si agitano con un moto perpetuo, attraendosi quando sono un po’ distanti una dall’altra, ma respingendosi quando sono schiacciate una contro l’altra. In questa singola frase c’è un’enorme quantità di informazione sul mondo che ci circonda, se soltanto ci si riflette sopra con un po’ di immaginazione.”

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