Tra circa tre settimane cade il mio compleanno.

Ricordo che quando ero più giovane lo attendevo impazientemente per vedere realizzati alcuni miei desideri: una volta volevo un gioco nuovo, una volta una bicicletta, un’altra volta qualche pezzo del computer o addirittura una bella bustina. E’ sempre stato un momento dell’anno importante, una possibilità di soddisfare qualche necessità o qualche sfizio, un appuntamento da calcolare attentamente per non sprecarlo in qualcosa di poco interesse. Inoltre il dono perfetto doveva essere qualcosa di assolutamente superfluo, un gioco o qualche accessorio che non avrei avuto modo di ottenere altrimenti. Vestiti o simili non erano considerati regali graditi perchè potevo ottenerli in altro modo.

Negli ultimi anni però qualcosa è cambiato: non desidero nè ho bisogno di alcun oggetto per il mio svago. Quando ritengo di aver bisogno di qualcosa me lo compro senza aspettare il dono. Per questo il significato del compleanno è cambiato completamente. Non lo aspetto con la stessa speranza di qualche anno fa, non sogno di ricevere proprio quello che mi interessa, anzi faccio fatica io stesso a capire quale potrebbe essere un dono appropriato. Stimo moltissimo i miei amici che ogni anno riescono a studiare qualcosa che mi sorprende e mi fa piacere perchè probabilmente non sarei in grado di farlo io stesso.

A partire da questi fatti spesso mi ritrovo a effettuare diverse riflessioni a proposito della dipendenza dagli oggetti o di che attrazione esercitino nei confronti delle persone, anche attraverso la propaganda commerciale e l’esaltazione che ne fanno i media ed il pensiero comune. Ma me le risparmio in questa sede..

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