Hanno cominciato a diffondersi dopo la metà degli anni novanta. E mano a mano che la crisi economica si è fatta strada, l’euro ha fatto esplodere i prezzi ed uscire a cena si è fatta cosa per ricchi, gli aperitivi si sono radicati ogni giorno di più. Tra i cinque i dieci euro ti offrono da bere e da mangiare nella maggior parte dei locali che offrono questo servizio. Sembra un affare e per molti lo è, visto il moltiplicarsi degli inviti ad aperitivi qui e la, tanto che ormai è difficile ricevere un invito a cena, si preferisce di gran lungua ripiegare su un aperitivo, meno impegnativo, meno costoso e più rapido.

Io però degli aperitivi mi sono rotto. Finchè sono aperitivi, cioè giusto preliminare alla lauta cena, va bene, ma quando l’aperitivo è una scusa per farcirti di avanzi del pranzo conditi con acqua sporca travestita da cocktail va un po’ meno bene. Anche perchè cenare con due fette di focaccia stantia, un po’ di pasta fredda e l’immancabile pinzimonio mi fa davvero rimpiangere di non aver speso di più per una cena come si deve.

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