Mi capita spesso di percorrere in orari serali, quando il sole è già calato da qualche ora, la A26 dei trafori, mentre vado o torno dalla Liguria che mi vede spesso protagonista di riposanti weekend di mare. La conosco ormai piuttosto bene in entrambe le direzioni, riconosco ogni curva, ogni galleria, ogni area di servizio. Ne conosco il percorso più che altro, perchè il tracciato delimitato dai catarifrangenti a bordo carreggiata è l’unico elemento visibile al buio. Viaggiare di notte attraverso zone poco popolate come i tratti appenninici tra Genova ed Alessandria è come viaggiare nel vuoto: sembra che la strada spicchi dal nulla e che intorno si sia circondati solo dall’oscurità.

Ieri invece, complice un appuntamento nel capoluogo ligure andato per le lunghe, ho percorso la medesima autostrada con la luce del sole calante. E mentre il mio collega guidava parlando con qualcuno al telefono, io mi sono goduto il paesaggio che mi perdo di solito. Sembra incredibile ma intorno alla striscia di asfalto crescono alberi, cespugli e prati, e il percorso si snoda tra colline e piccole valli. Non ho riconosciuto una curva, una galleria, un’area di servizio del tunnel nero che percorro nei weekend.

E tutto questo non fa che portarmi a pensare alla roadtrip che mi attende tra 16 giorni!..

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