Probabilmente sono stato inconsapevolmente congelato per anni ed il mondo intorno a me è andato avanti mentre io facevo i ghiacciolini sulle ciglia. Forse l’essersi fatto un mazzo di cinque anni ad ingegneria, lavorato a tempo perso e guadagnato, coltivato interessi per utile e diletto ora non sono più fattore di vantaggio, ma prerequisito minimo. Magari sono lento io e in questi anni potevo progredire in conoscenza ed esperienze dirette molto più di quanto abbia fatto. Non escludo di essere un perfetto inetto di nessuna utilità al mondo del lavoro dell’anno 2006, obsoleto, vecchio ed ormai destinato alla ricerca di un comodo scranno alle poste.

L’amara verità è che sfogliando la descrizione di decine e decine di posizioni disponibili nelle maggiori aziende di tecnologia dell’informazione emerge che il mercato è alla ricerca di figure professionali a dir poco di alto livello: 5 anni di esperienza di qui, 8 anni di esperienza di la, ottime capacità di su, perfetta conoscenza di giù. Ma esistono davvero personaggi simili o lo fanno solo per scoraggiare i fanfaroni? Una sorta di modo moderno di dire “no perditempo”. Se tali personaggi esistono ed hanno la presenza di spirito per non impazzire in preda all’amministrazione del proprio sapere di certo meritano quelle posizioni, oltre ad una medaglia al merito, un paio di premi Nobel ed una parure di suche dalle Miss Mondo degli ultimi dieci anni.

Ma se tali Leonardo del nuovo millennio non esistono, che cosa hanno per la mente i responsabili HR? Le mosche gommose? Non dovrebbero forse incoraggiare le candidature per poi avere più carne tra cui scegliere? O almeno non umiliare i candidati che lontanamente ricordano i requisiti sovrumani specificati nell’annuncio? O forse, o forse vogliono suggerire che il fatto che tu sia Feynman o Forrest Gump cambia poco, l’importante è che tu conosca la persona giusta che conosce uno che conosce un altro che conosce Moggi che ti assume?

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