Difficile condividere l’entusiasmo che pervade l’ambiente giornalistico all’indomani dell’esordio mondiale della nostra nazionale. Un bottino striminzito contro una delle più sfavorite squadre del torneo non è certo un risultato di cui vantarsi: un punteggio nato inoltre da due episodi decisamente fortuiti. Pirlo è bravo a centrare l’angolo lontano, ma il tiro è molto fortunato a non essere intercettato nell’affollatissima area africana e solo un errore di Kuffur regala il facile raddoppio a Iaquinta. Il resto dei novanta minuti sono un frullato di leziosismi e palle perse, un gioco ben poco concreto per appartenere ad una squadra che sulla carta aspira al titolo. I senatori che monopolizzano le convocazioni nazionali dimostrano di essere l’ombra dei campioni che tutti credono siano stati convocati: Buffon, spesso fuori dai pali, è fortunato a non essere punito dagli imprecisi avversari, Del Piero gioca dieci minuti e riesce a perdere palla non appena ne viene in possesso, Totti ancora convalescente ricorda solo lontanamente il regista di cui avremmo bisogno. Diverso entusiasmo dimostrano tutti i giovani convocati da Lippi che vivono l’avventura mondiale con l’attesa e l’emozione che accompagna tutti i tifosi che li seguono: ovviamente non si può pretendere da loro l’esperienza ed il mestiere che non hanno ancora acquisito. La performance di ieri sera può essere accettabile per questa prima fase, ma le nostre imprecisioni potrebbero portarci ad incontrare la strada del Brasile. E qui potrebbero essere dolori.

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