Mi rammarica confermare il giudizio espresso sul gioco della nazionale lunedì scorso, ma quello che si è visto ieri sera non è altro che quanto visto contro i ghanesi con un pizzico meno di fortuna. Forti di una settimana di immeritati elogi i ragazzi di Lippi cominciano subito male, subendo l’iniziativa statunitense e non riuscendo non solo a concludere, ma nei primi tratti nemmeno a superare metà campo. Il momentaneo vantaggio, ottenuto sull’unica occasione da gol avuta fino al momento porta la superbia italiana al suo massimo e sul calo di concentrazione subiamo il pareggio: nell’episodio un errore veniale di Zaccardo. Inutile incolparlo, gli statunitensi hanno comunque sprecato diverse altre occasioni, prima o poi una sarebbe entrata comunque. Da qui il delirio. De Rossi si improvvisa bullo di periferia e viene giustamente punito. Gli schemi della nazionale, comunque seguiti poco in precedenza, saltano del tutto. Tanto cuore ma poco ordine portano i cambi per Gattuso e Del Piero, pur quest’ultimo dimostrando qualcosa in più del solito nulla. Gli azzurri offrono ai loro tifosi un intero tempo di calcio oratorio, facendosi tagliare ogni guizzo offensivo dal fuorigioco, come se questa tattica non l’avessero mai vista prima. La difesa sembra l’unico reparto a salvarsi in questa folle seconda frazione di gioco, Buffon non viene mai impegnato, Nesta e Cannavaro giocano più a supporto del disordinato centrocampo che come difensori veri e propri. Nonostante questo ed il fatto che si sia giocato in superiorità numerica la maggior parte del secondo tempo, il portiere avversario Keller è costretto ad un solo vero miracolo per impedirci di guadagnare i tre punti. E alla fine, il pareggio è il risultato giusto. Davvero non ha influito nei nostri la conoscenza del risultato della partita giocata nel pomeriggio? Se non siamo in grado di sottomettere gli Stati Uniti in nove, come pensiamo di domare i Cechi giovedì per aggiudicarci il primo posto nel girone ed evitare il Brasile?

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