Sottovalutato. Umiliato. Vilipeso. Mi è sembrato di sentire mezza Italia imprecare nel momento in cui il pilastro della difesa nerazzurra ha fatto il suo ingresso in campo, sostituendo Nesta infortunato. Materazzi violento, Materazzi non sa giocare, Materazzi di qui e Materazzi di la. Per dire solo le osservazioni più costruttive. E invece chi lo segue sa che Marco, oltre ad essere un grande difensore, sa anche regalare momenti di spettacolo, abilmente veicolandoli tramite la propria ampia e decisa fronte. E oggi pomeriggio, in meno di dieci minuti, ha levato un po’ di castagne dal fuoco a Lippi e seguaci, segnando un gol che ha dato serenità e distensione ad una squadra psicologicamente piuttosto instabile come quella azzurra. Il resto è storia. La retroguardia italiana questa volta non si fa sorprendere e pur non esaltando riesce ad essere all’altezza della propria fama. Secondo tempo al rallentatore, poche emozioni, ma anche pochi spaventi. Certo, gestire un solo gol di vantaggio non è proprio quello che si definisce tranquillità, ma stavolta il gioco della nazionale non ha impaurito più di tanto. E in dono è giunto anche il raddoppio. Il rapinatore Inzaghi, avido di quei gol e quella gloria che potrebbero fargli giocare qualche altra partita, rischia quasi di fallire un gol fatto pur di non servire il compagno smarcato a tre metri, ma alla fine appoggia la sfera in rete e scioglie il patè d’animo del pubblico. Gli ottavi volevamo e gli ottavi sono arrivati. Chissà poi se abbiamo fatto bene i nostri conti e davvero non ci toccherà il Brasile..

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