Ogni qualvolta nasce o muore un individuo l’evento deve essere registrato presso l’anagrafe. Il mio collega Dario ha appena avuto un figlio e lo ha iscritto nei registri dell’anagrafe. Da oggi lo Stato Italiano è al corrente dell’esistenza di un nuovo cittadino, Andrea figlio di Dario, nato a Milano. A partire da questo esiguo dato iniziale l’intera macchina burocratica si avvia: sarà possibile iscriverlo a scuola, ottenere i documenti di identità, inserirlo nella dichiarazione dei redditi per godere degli sgravi fiscali e via discorrendo. Da questo momento in poi il neo-nato è inserito nell’ordine costituito, nel marchingegno di leggi e cavilli, uffici, marche da bollo, dichiarazioni ed autocertificazioni. E’ come se entrasse a far parte di un grande club, con un suo regolamento, alcuni obblighi ed alcuni privilegi.

Ma se a questo club non ci si iscrivesse? Se domani nascesse mio figlio Artaserse e non lo volessi registrare all’anagrafe? Il piccolo Artaserse vivrebbe normalmente, ma la sua esistenza sarebbe sconosciuta al comune, al fisco, alla polizia. Certo, sulle prime avrebbe qualche difficoltà, il non poter fornire documenti spesso chiude molte porte, ma le stesse porte possono riaprirsi oliando un po’ i cardini e seguendo vie diverse dalle abituali. Superate le prime avversità però, il piccolo apolide potrebbe godere della libertà nella sua essenza più pura ed incontaminata: non rintracciabile, irreperibile, sconosciuto a qualsiasi lista, praticamente invisibile. Libero. Veramente libero

Per liberarsi delle noie dello Statalismo, tasse, multe, regole, è sufficiente tornare al punto di partenza. E non far parte dello Stato stesso.

Annunci