Gol di Fabio Grosso

120 intensi e vissuti minuti regalano alla nazionale e a tutta Italia la finale di Berlino. La nostra squadra non si fa trovare impreparata al primo vero appuntamento importante di tutto il torneo e mentre tiene a bada con maestria le timide e scoordinate iniziative tedesche punge e spaventa sotto porta come mai prima d’ora. Solo una misteriosa sfortuna non ci porta in vantaggio nei primi due tempi regolamentari e poi all’inizio del secondo supplementare quando colpiamo ben due pali di seguito e diamo un saggio a Dortmund del gelo che pervaderà tutta la Germania mezzora dopo. I tedeschi ci mettono tutto, cuore, aggressività e a volte anche un pizzico di malizia quando non restituiscono sportivamente la palla; ma infine sono costretti ad inchinarsi alle giocate dei nostri fuoriclasse che diverse volte sottolineano la differenza tecnica e l’esperienza delle due formazioni. Ma in queste occasioni alle strategie ed alle considerazioni tecniche subentrano il cuore, l’emozione, il trionfo: e così al momento dei due gol di Grosso e di un irriconoscibile Del Piero esplode la gioia azzurra, caricata per quasi tre ore. Non conta più nulla, non conta l’avvio poco convincente del Mondiale, non contano le malignità crucche sul Bild, non conta calciopoli, non contano le polemiche e le invidie. C’è solo la finale. Domenica prossima a Berlino puntiamo a quel trofeo che ci manca da 24 anni e che in questa edizione, più che in ogni altra, reclamiamo come nostro. Se giocheremo con il cuore e con le idee che abbiamo dimostrato oggi, nessuna Francia e nessun Portogallo si potranno interporre tra gli azzurri e il dorato trofeo. Italia! Italia!

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