Sabato scorso era il giorno predestinato da tempo alla rasatura del pelo cranico ad un livello accettabile per la calda e afosa stagione corrente: incaricato dell’operazione, come sempre, il buon Leo. La mia intenzione è però morta sul nascere quando la bottega del simpatico barbiere partenopeo è risultata inequivocabilmente chiusa per ferie. Panico. Chi mi avrebbe tagliato i capelli? Per un momento ho pensato di rimandare, ma a quando? Sabato prossimo partirò in mattinata, non c’è certo tempo di tagliarsi i capelli. Nel momento successivo mi è balzato per la mente di tagliarmeli da solo con il rasoio elettrico, ma poi ho escluso subito l’ipotesi. E’ rimasto di armarsi di pazienza e mettersi alla ricerca di un altro barbiere in grado di sistemarmi la chioma. E non mi ci è effettivamente voluto molto a raggiungere via Crema e farmi servire da Armando, un arzillo vecchietto molto formale e molto preciso che senza badare a convenevoli si è addentrato con forbici e pettine tra i miei capelli. Rapido, elegante, efficiente. E in una decina di minuti, senza parlare di donne nude ed insultare gli avventori precedenti come il coetaneo collega, ha portato a termine l’acconciatura. Infine il tocco di classe: al termine del taglio si è rivolto a me con aria distinta dicendo “Il signore è servito”. Mi ha conquistato.

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