Durante tutta l’infanzia, per diversi anni, ho frequentato un luogo di mare della costa spagnola a sud di Valencia, di nome Cullera. Ogni estate trascorrevo tutto il mese di agosto su quella spiaggia, con gli stessi amici abitudinari che ritrovavo di anno in anno. Eravamo un gruppo di una decina di ragazzini, io ero l’unico straniero, gli altri provenivano da varie parti della Spagna: il ritrovarsi tutte le estati era un piacevole appuntamento, un ritrovo che tutti attendevamo per raccontarci gli ultimi eventi e passare un divertente mese sulla spiaggia, tra gare di biglie, partite di scacchi e interminabili bagni con relative inevitabili battaglie in acqua. Anno dopo anno, siamo cresciuti insieme, passando dai castelli di sabbia alle prime uscite serali, dai discorsi da bambini ai primi progetti e sogni. L’ultima estate trascorsa in Spagna con i miei genitori fu quella del 1996, a partire dall’anno successivo mi organizzai per conto mio. E da allora non ho più visto i miei amici del mare.

Ma martedì sera, Josu, l’amico con cui andavo più d’accordo e con cui avevo più legato, è passato da Milano per un giro turistico in Italia. Ci siamo visti in piazza del duomo, davanti alla porta centrale: mentre salivo gli scalini pensavo che in dieci anni, soprattutto alla nostra età, possono cambiare molte cose. Avrei potuto trovarmi davanti un miliardario senza scrupoli o un assassino o un grigio impiegato. Invece quando l’ho visto arrivare, con la stessa camminata di quando aveva dieci anni di meno, ho subito capito che era ancora la persona che ricordavo. Dopo i saluti di rito, l’intuizione è stata confermata da una lunga passeggiata a chiaccherare sotto la pioggia. Nonostante fosse passato tanto tempo evidentemente era rimasto qualcosa di quei lontani tempi di piste sulla sabbia e sale giochi, una sintonia di pensiero, un insieme di valori di fondo comuni, qualcosa che ci ha accompagnato per percorsi differenti ad essere persone molto simili. E’ come se avessimo ripreso i discorsi lasciati in sospeso nell’estate del 1996, senza soluzione di continuità, come se questi dieci anni non fossero affatto trascorsi.

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