Ho appena rivisto questo film del 2001 di cui ricordavo poco e che mi incuriosiva. Ai tempi ero andato a Melzo in compagnia dei miei compagni di università e non ne ero stato particolarmente entusiasta, al contrario di alcuni dei presenti. Ma, si sa, con il passare del tempo il vino diventa buono e la cacca puzza di meno: tutto migliora. E rivisto il cast che sfoggia una Keira Knightley sedicenne, ignara del futuro successo, mi son deciso a scaricare la pellicola e dedicarle un paio d’ore del mio prezioso tempo.

Si tratta di un thriller psicologico che ha come teatro il mondo dei college americani, tanto caro ad una buona parte di produzioni americane, probabilmente per il successo garantito negli ambienti più giovani. Quattro giovinastri della peggio specie, ricchi, boriosi e vanitosi, si rinchiudono in un bunker per trascorrere qualche giorno in bisbocce e divertimenti. Ma qualcosa va storto, le relazioni tra di loro, le invidie e le gelosie emergono, e l’istanza nel bunker si trasforma in incubo e morte. La vicenda è raccontata con gli occhi spiritati ed ambigui dell’unica superstite la cui versione però presenta diverse incongruenze inquietanti. In complesso un thriller giallo godibile, senza troppi spaventi, più piacevole per la mente che causa di sbalzi cardiaci, recitato molto bene per non avere alcun nome altisonante e diretto con arte senza sbavature o eccessi. Consigliabile.

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