Recentemente negli Stati Uniti le major del tabacco sono state condannate ad una multa di centinaia di miliardi (in dollari) per aver raggirato i propri clienti producendo linee “light” di sigarette che, secondo le corti d’oltremanica, potrebbero aver indotto gli acquirenti a pensare che fossero meno nocive di quelle non “light”. Addirittura sembra che chiunque abbia acquistato sigarette simili negli ultimi trentanni possa rivalersi economicamente sui produttori di tabacco e pretendere un risarcimento.

Roba da americani. Perchè se da una parte approvo qualsiasi corso d’azione che indebolisca e porti al declino chi produce e commercializza generi nocivi all’uomo, dall’altra parte ritengo assolutamente poco educativo offrire ai fumatori l’alibi dell’essere stati raggirati e di essere stati ignari degli effetti sulla propria salute del fumo abituale. Le campagne antifumo sono ormai talmente diffuse e martellanti che nessuno può dire sinceramente di essere all’oscuro è non è certo offrendo rimborsi ai fumatori che si fanno passi avanti nell’eradicamento di questo brutto vizio.

E’ il solito uso di scaricare il barile, del non sapere, dell’imputare agli altri la propria negligenza e disattenzione. Sia da parte dei fumatori che ora possono fregiarsi della propria innocenza e farne scusa, sia in fondo del potere legislativo ed esecutivo statunitense che, privo della fermezza che sarebbe necessaria per rinunciare ai propri tornaconti e rendere illegale il tabacco, come lo è l’amianto, l’aspartame o altre sostanze nocive alla salute, si limita ad imporre multe e sanzioni più a scopi demagogici che realmente efficaci. Un po’ come se ci si limitasse ad arrestare Al Capone per guida in stato di ubriachezza..

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