Tutti i bambini sognano di fare da grandi qualche cosa di importante e grandioso: ai miei tempi era l’astronauta, il pilota di aerei o il pompiere, ora il calciatore, la velina o il tronista, ma il concetto è il medesimo. Nel corso degli anni i più devono poi fare i conti con la frustrazione del proprio sogno di ingenui infanti e rendersi conto della realtà, nella forma dell’ambiente circostante e soprattutto delle proprie limitazioni: non capisco la fisica e non posso fare l’astronauta, ho il piede a banana e non faccio un tiro dritto, assomiglio alla strega Nocciola e difficilmente mi prenderanno ai provini televisivi. Prendere serenamente atto delle proprie capacità e dei propri limiti credo che sia un primo importante passo verso la cosiddetta “maturità”, anche se personalmente odio questo termine e lo sostituisco volentieri con pace interiore, nonostante il sapore new age che questo secondo vocabolo emana.

Con queste premesse, quando si ha la gradita sorpresa di essere in grado di fare od ottenere qualcosa di insperato, la soddisfazione è ancora superiore perchè si ha l’impressione di essere riusciti a migliorarsi ed in fin dei conti superare anche le proprie aspettative. A volte questi eventi capitano quasi per caso, a volte è necessario cercare attivamente queste gratificazioni che rendono la vita un lungo (si spera) e soddisfacente percorso di miglioramento.

Un altro paio di discorsi di questo tenore e sono pronto per diventare l’alunno prediletto di Alberoni.. Se scrivessi poi qual è stato l’evento scatenante di questa riflessione sono sicuro che molti sarebbero stupiti..

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