Cars, Click, Il diavolo veste Prada, Romance and Cigarettes. Tutti visti nel corso del volo Amsterdam – Vancouver che mi ha visto viaggiare sabato pomeriggio, il più lungo sabato della mia vita.

Nei primi tre ho colto un tema comune, forse perchè sono molto sensibile ad esso in questo periodo, forse perchè effettivamente fa parte del leitmotiv delle pellicole. In tutti e tre c’è un forte contrasto tra l’interiorità e l’esteriorità, dove questa si incarna nel successo, nel lavoro e nel rispetto da parte degli altri. Quest’ultima viene vista come un antagonista allo stesso tempo forte e pericoloso, ma anche attraente ed in grado di catturare le proprie vittime: ne “Il diavolo veste Prada” addirittura questo aspetto entra a far parte del titolo con un termine demoniaco che ne sottolinea l’assoluta negatività. In questo senso forse si è visto un sensibile cambiamento nel corso degli anni a partire dalla figura dell’uomo di successo, intento nei propri affari, tutto giacca e ventiquattrore, felice del proprio successo e calvinisticamente convinto dell’utilità sociale della propria attività. Forse lo scenario è cambiato e il proprio impiego non è più il trampolino di lancio per la realizzazione dei propri sogni, ma semplicemente un modo per vedere assorbite tutte proprie le energie a vantaggio di altri.

E così in Cars McQueen ha bisogno di essere forzato a vedere un’altra parte della realtà per rendersi conto di essere spettatore di ombre in una caverna, in Click è necessario un miracolo per estrapolare il protagonista dalla altrimenti apparentemente inevitabile routine e nel diavolo veste Prada l’innocenza e l’ingenuità si scontrano con la spregiudicatezza e la mancanza di scrupoli di una redazione di moda. La competizione, la prevaricazione e lo spirito di superiorità tanto comuni negli uffici di oggi, portano all’annichilimeno dell’individuo: ma d’altra parte “everybody wants this” dice una splendida Meryl Streep, gelida caporedattrice così concentrata sul proprio lavoro di accorgersi solo all’ultimo di aver perso tutto il resto. E Romance and Cigarettes? Grazie alla sindrome di Mentana riesco a ricollegare anche questo film al mio discorso dicendo che la situazione descritta, una coppia allo sbando, dopo anni di noia ed indifferenza consacrata in un musical imperdibile, è proprio ciò a cui porta quanto descritto in precedenza.

Sono in attesa del viaggio di ritorno dal nord america solo per vedere altri quattro film, per il resto me ne starei qui..

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