Una parte di gin, una parte di vermouth e una parte di Campari. Così insegna la tradizionale ricetta di uno dei cocktail più apprezzati in Italia ed altrove. Cocktail che apparentemente in Canada non gode della stessa popolarità che lo caratterizza nella penisola italiana. A dir la verità oltreoceano e spesso nei paesi anglosassoni, i cocktail lasciano la palma dell’alcolico preferito alla birra, più abbondante e spesso più economica ed in grado di portare comunque il soggetto in uno stato interessante. Proprio giovedì scorso dunque, in occasione di una cena sociale in compagnia di diversi colleghi stranieri, mi sono fatto apostolo e messia di questa prelibata bevanda: prima del pasto, dopo aver spiegato per bene al barman come si preparasse, ho ordinato un Negroni e cominciato a sorseggiare il rosso liquido. Immediatamente ho attirato l’attenzione di diversi partecipanti, che già avevano visto il cocktail ritratto sul dorso di una fotografia con cui ho decorato il dorso del mio portatile. In pochi minuti tutti avevano in mano un bicchiere contente ghiaccio ed una dose di Negroni e ne apprezzavano il gusto imponente e pieno con profondo compiacimento. Anche noi abbiamo qualcosa da esportare..

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