Che brutto leggere sui giornali che qualcuno di importante se la prende ancora per essere preso in giro, che si tratti di satira o meno. Tutti sono convinti che ciò di cui si occupano sia così serio e imprescindibile da non poter essere messo in discussione da scherzi o ilarità di alcun genere. E sembra che a risentire maggiormente di scherzi e risolini siano i rappresentanti religiosi. Tutti si ricordano del polverone che sollevarono le vignette pubblicate sui periodici danesi, ree di non prendere abbastanza sul serio l’Islam. E ieri, padre Georg, segretario del Papa, tuonava “Fermare subito quella satira su di me e il Papa”, rivolto a qualche tenera imitazione da parte di comici locali.

Tralasciando libertà di parola ed espressione che davvero sembrano concetti troppo profondi essi stessi da coinvolgere, come si può prendersi così sul serio? E come poi si pensa di zittire chi si fa gioco di qualcuno senza nel contempo aumentare la visibilità e la portata del gioco? Nemmeno più politici e personaggi dello spettacolo se la prendono per chi li scimmiotta, addirittura si è giunti a basare spettacoli televisivi su prese in giro ed insulti, che senso ha più chiedere alla maestra di mettere la nota ai bambini cattivi? I bambini cattivi domani rideranno il doppio e con loro quelli che non li avevano uditi in prima istanza.

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