“Ma non c’è stato errore di pianificazione: la colpa è di Al Qaeda”, queste le parole del premier britannico Tony Blair, commentando su Al Jazira la situazione internazionale in medio oriente, ormai in stallo da qualche anno. Come per dire, non siamo noi che abbiamo perso, sono gli avversari che hanno vinto. Sono adorabili questi leader di paese, vero? Fanno cazzate, ma anche quando in fondo, con un pizzico di vergogna, se ne rendono conto, non si sentono comunque in grado di assumersi le proprie responsabilità. C’è sempre qualcun altro che ha la colpa, un Malaussène universale pronto ad immolarsi per salvare la faccia agli altri. “Finora un disastro l’intervento in Iraq”. Ed è eccezionale quell’azzeccatissimo “finora”, come se la situazione fosse allo sfascio ma potesse capovolgersi per il meglio da un momento all’altro e diventare un’allegra scampagnata anglo-britannica in medio oriente. Ed infatti Blair continua, stubborn come direbbero i suoi connazionali, “Non ce ne stiamo andando, resteremo fino a quando il governo non avrá bisogno di noi”, per ribadire che sono ben consci dell’errore commesso ma si guardano bene dal fermarsi, in modo da dimostrare che dell’errore erano convinti fino in fondo. Stupidi, ma onesti. Con questo spirito di autocritica si va lontano. Ma nella direzione sbagliata.

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