Nessuno meglio dei parenti sa da dove proveniamo e qual’è la nostra storia. Quando siamo nati eravamo circondati dall’affetto e l’attenzione di decine di zii, nonni, cugini e compagnia bella. E nel corso degli anni, da quando si giocava con gli Exogini, fino agli scambi di figurine Panini e alla prime uscite al cinema con gli amici, loro erano li a seguirci, a studiare la nostra evoluzione, ad intervalli di osservazione campionati con più o meno frequenza. Pur con i loro sgraditi regali di Natale che siamo stati costretti a subire ed i loro baffuti baci a schiocco, sono quelli che più di tutti conoscono le nostre origini e il modo in cui ci siamo evoluti. Anche più di noi stessi, così concentrati sul presente e, a volte, sul futuro da perderci la strada fatta finora.

Ed è solo con loro, magari sopportando le conseguenze degli anni trascorsi per loro più che per noi, che possiamo tornare indietro e rivederci crescere attraverso gli occhi di chi ci ha voluto bene e spesso ancora ce ne vuole. Solo i parenti sono in grado di riconoscere i tratti fisici e del carattere che abbiamo ereditato dai nostri antenati, di interpretare la tonalità che abbiamo assunto da ciascuno. Solo loro sono in grado di farci trascorrere una serata diversa, lontano da coetanei e gli svaghi convenzionali, costretti a prescindere dalla quotidianità e riprendendo la visione d’insieme, una panoramica dall’alto sulle ultime evoluzioni e i prossimi progetti.

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