Penso che tutti, poco o tanto, siano abituati ad immaginare la vita della star dello spettacolo come una gran figata. Macchine lussuose, feste incredibili, folle festanti alla ricerca di autografi, chicks for free. La realtà invece può essere anche diversa e chi sul palco manda in visibilio il pubblico, può tranquillamente essere il vicino anonimo con cui si trascorre il viaggio in ascensore guardando le pareti e il numero massimo di Kili. In fondo l’attore o il comico, come il calciatore o il presentatore, non sono altro che mestieri come gli altri, non certo vocazioni. L’unica differenza è che si ottiene una visibilità molto più ampia rispetto ad altri e che il cantante è spesso più conosciuto del tranviere. Per il resto forse la vita del personaggio dello spettacolo è ancora più dura di quella dell’anonimo impiegato.

Oggi ho fatto il viaggio in metrò da Missori a Porta Romana con Giacomo, senza Aldo e Giovanni. Avevo già avuto occasione di incontrarlo un’altra volta nel supermercato dietro casa. Evidentemente abitiamo nella stessa zona o comunque frequenta il circondario. Ecco Giacomo non si comporta esattamente come ci si aspetterebbe da uno famoso quanto lui. Ha un’aria spaesata e intimorita e con lo sguardo sembra supplicare di non riconoscerlo o almeno di non rompergli le palle. Ovviamente la silenziosa richiesta non viene minimamente accolta da tutti coloro che ne notano la presenza ed il povero Giacomino è costretto a subire un ingrato trattamento: è un rincorrersi di risolini, battutine e imitazioni. E posso solo immaginare i pensieri che avrei al suo posto. Deve davvero essere una persona paziente per subire ogni giorno gli effetti collaterali della celebrità con tanta abnegazione.

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