Ma quanto è bella Milano di dicembre quando la fitta pioggia ti entra nei muscoli e l’aria densa e fumosa si insinua nei polmoni come un virus? Quanto? Quanto è bella con il suo cielo grigio plumbeo, attraversato solo da luci intermittenti e neri volatili? In confronto lo scenario di Blade Runner sembra un villaggio vacanze. Ci sarebbe da fuggire al volo in una colonia extramondo, se solo esistessero. La desolazione regna sovrana, intristita ulteriormente dai Babbi Natali luminosi che ormai da qualche settimana hanno fatto capolino sopra le nostre teste, come per spronarci a spendere e spandere al più presto possibile. La città del bengodi, leader economica di tutta Italia, frusta tutto l’anno ai lavori forzati i propri cittadini per farli produrre, per spremere ogni goccia del loro sudore in un delirio calvinista. E poi, per tornare in pari, si riprende tutto in sole due settimane, con la scusa del Natale, dei regali e degli alberi. Tutto quello che resta in mano, dopo un anno frenetico di corse e tensioni, sono quattro pacchetti con fiocco, un biglietto che dice “Buon Natale e felice anno nuovo” e la certezza che l’anno nuovo sarà come quello vecchio.

Abitanti della sesta città italiana per vivibilità, lo dice oggi il Sole 24 Ore, non vi sentite un po’ privilegiati a pensare quanto staranno male dalla settima in giù? Probabilmente vedranno il sole una volta l’anno quando le polveri sottili si diradano, Babbo Natale li visiterà una volta ogni eclissi totale, vivranno una giornata di 30 ore per poterne lavorare 22, parcheggeranno le auto una sopra l’altra per mancanza di posti e i mezzi pubblici li avranno visti solo nei documentari. O no?

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