E’ un film americano, come tanti altri. L’ho scaricato e visto senza tante pretese, per tenere in allenamento l’inglese e perchè il protagonista è Luke Wilson che mi risulta simpatico. L’idea interessante alla base della vicenda è che l’intelligenza media della popolazione si stia lentamente ma inesorabilmente abbassando. Il concetto viene esemplificato confrontando due coppie: l’una composta da laureati, con cultura ed una posizione importante nella società, l’altra composta da sbandati stupidi ed incolti, più dediti alla mera sopravvivenza che alla realizzazione di un progetto. Ebbene la prima coppia valuta attentamente se generare prole o meno, proponendosi di scegliere il momento migliore fino a rinunciare definitivamente. La seconda invece, complice disattenzione ed ignoranza, produce nel giro di pochi anni una discendenza degna della casa di Abramo, accomunata ovviamente dagli sfortunati geni dei propri antenati. La trama del film generalizza questa tendenza ed immagina che nel giro di duecento anni la società degradi a livelli di idiozia mai raggiunti prima.

Trascendendo lo sviluppo della vicenda che risulta piuttosto prevedibile, pur restando nel complesso divertente, ho riflettuto per qualche minuto sui presupposti e ho trovato spunti quantomeno interessanti. Ho sempre dato per scontata l’evoluzione del genere umano in senso positivo verso una qualità della vita migliore, una superiore efficienza ed una più equa giustizia sociale, ma è effettivamente così? E’ davvero così ovvio che l’umanità sia in continuo miglioramento, che quest’anno possa essere valutato generalmente migliore del precedente? Non è possibile che in passato sia stato raggiunto un massimo e che da qualche tempo stiamo calando le nostre performance perdendo di vista gli obiettivi globali di comune interesse per i nostri giovamenti personali o locali? Non mi sono evidentemente ancora formato un’opinione in proposito, ho finito di vedere il film dieci minuti fa; credo però sia un tema che valga la pena approfondire.

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