Voglio qui dare voce ad una serie di discorsi sui quali mi trovo continuamente d’accordo con il buon enriketto. Ho sempre amato Milano, è la mia città natale e ho sempre vissuto qui. Per tanti anni ho adorato le possibilità che offre, sul piano economico, culturale e commerciale. Mi è sempre sembrato il centro di tutta l’Italia, il punto di riferimento per tutto quanto prevedesse un progetto ambizioso e concreto. Ed infine percepivo che a Milano si vivesse tuttosommato bene rispetto a tante altre parti d’Italia ed anche alcuni paesi esteri. Milano caput mundi insomma, o almeno caput Italiae.

Ultimamente purtroppo sto sviluppando invece un senso di insofferenza e fastidio nei confronti di questa buia, grigia e cupa città. Anzi direi quasi che è lei che sta sviluppando un odio nei miei confronti. Mi mette i bastoni tra le ruote continuamente: i mezzi pubblici perennemente fuori dagli orari ed in condizioni non umane, non si trova parcheggio da nessuna parte, nè a pagamento nè tantomeno gratis, l’aria è pesante ed irrespirabile, la gente è nervosa e tesa anche alle otto del mattino, c’è un clima di stakanovismo degno di un governo sovietico, una volta alla settimana bisogna inchinarsi al lavaggio delle strade e spostare l’auto, tutti i giorni della settimana cercare di evitare i continui tentativi della città di allontanare i propri abitanti.

E c’è da dire che il tentativo riesce. Paradossalmente, vista la crescita economica dell’area, Milano sta perdendo progressivamente popolazione. I giovani la abbandonano e si traferiscono nella più vivibile provincia o ancora più lontano, dove possono si sentono meglio accolti. In città restano solo i vecchi, impossibilitati a muoversi, e gli immigrati per i quali Milano è sempre meglio del posto da cui provengono. Di fatto purtroppo da oggi e per gli anni a venire Milano sarà sempre meno dei milanesi e sempre più occupata da chi resiste alle avverse condizioni di vita che impone.

E poi oggi c’è una nebbia che non ci si vede attraverso.

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