Mi sembra quasi di vedere il volti stupefatti di tanti scettici e di diversi politici di spicco che hanno sempre preso sottogamba i pur sempre più evidenti mutamenti climatici degli ultimi anni. Me li immagino mentre leggono i resoconti e gli studi degli esperti del settore, ormai pubblicati quotidianamente sulla stampa di tutto il mondo, ed imprecare “non ci credo, avevano proprio ragione!”. Non posso non sorridere pensando a Bush, ormai primo promotore dei carburanti puliti, che segue intontito (questo non è strano) il documentario dell’ex vice-presidente degli Stati Uniti Al Gore, rivalutando le scelte degli ultimi anni da un’altra prospettiva. Ora Al è in corsa per il premio Nobel e il povero George in corsa per chiudersi nel suo ranch, con la folla inferocita dei sui elettori che lo vorrebbe strozzare.

Quello che più mi fa riflettere è che il degenerare della situazione era stato previsto diverso tempo addietro con sufficiente precisione per poter cominciare a prendere provvedimenti. Eppure il messaggio non è stato trasmesso con la giusta enfasi perchè gli scettici in fondo erano la maggioranza, e mi includo personalmente in questi ultimi. E’ come se tutto ad un tratto i giornalisti avessero preso coscienza della gravità dell’argomento ed abbiano cominciato a battere la grancassa su questo punto. Da quel momento in poi tutti si sono lentamente sensibilizzati, pur permanendo un livello allarmante di indifferenza. Come dire che finchè casa mia non viene inondata e mio figlio non muore di melanoma il problema non mi riguarda.

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