Luci colori forme in movimento lampi palle di piccoli specchi vedo ad intervalli tutto è colorato in modo innaturale uno schermo riflette i movimenti braccia per aria bolle color sabbia muri rossi sbuffi di fumo. Suoni pieni come morbide sfere di pelo che pervadono ogni spazio il ritmo mi entra nel petto e lo scuote gli alti perforano il cervello come aghi indolori melodie conosciute e no. Salto corro balzello gli stinchi mi fanno male prendo una storta ma sono di nuovo in piedi contatto di spalle urti continui da ogni lato. Sento bagnato appiccicoso morbido dolce ghiaccio freddo e scivoloso al contatto il bicchiere prolunga i miei arti in una rossa estremità. Chiedo preparano pago prendo in mano e scivolo verso il centro.

I sensi sono tutti stimolati. Il cervello non può processare tutte le informazioni. Arriva solo un confuso segnale di pienezza. I segnali sbavano l’uno sull’altro, suoni bagnati, luci acute e basse, salti rossi e contatti abbaglianti al tatto, odori ruvidi ed arruffati, gusti rotondi acciottolati. Senso di appartenenza ad una tribù sconosciuta in un rito ripetitivo ma no, misto vita mezzo sangue dentro rosso occhi neri sorriso strizza vita bassa alto mare penso sotto quasi verde forse sì.

E i miei pensieri non trovano più una via per affiorare.

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