Cosa è successo di nuovo? Nulla che non si sia già visto in passato. Nulla che non abbia già creato scandali e valzer di capri espiatori. Nulla che non si sia tradotto in gran prese di posizione e provvedimenti, sulla carta. Di fatto la situazione è sempre la stessa e non c’è peggior sordo di chi non vuol capire o peggior indifferente di chi, avendo capito il problema, non vuole risolverlo. La violenza negli stadi e la presenza di delinquenti che popolano gli eventi dei nostri campionati con obiettivi ben lontani dall’intrattenimento derivante da una manifestazione sportiva non sono problemi nuovi. Anzi puzzano di stantio e fanno parte di quell’insieme di questioni di cui siamo anche troppo di stufi di sentir parlare perchè non siano stati risolti efficacemente da anni. E a cosa serve sospendere il campionato per qualche giorno se non si provvede ad evitare il ripetersi dei fatti vergognosi di venerdì? Non è certo nascondendosi dietro ad un dito che si eviterà che altri padri di famiglia perdano la vita in battaglie indegne di tanto sacrificio. Che sia modello inglese o francese non importa, che si chiudano gli stadi o si facciano i biglietti nominativi, che si inaspriscano le pene o semplicemente si applichino quelle che già son previste. I provvedimenti possibili sono infiniti e sono quelli suggeriti dal buon senso, non c’è bisogno di inventare nulla. Quello che davvero non ci possiamo più permettere è di continuare a vociare per una settimana dopo gli incidenti e tornare alle vecchie abitudini un mese dopo, come se nulla fosse. Se non fosse una frase inflazionata citerei il titolo di una canzone dei Queen, titolo che però non racconta tutta la storia. La verità è che lo spettacolo continuerà, nonostante il crescere dei costi economici ed umani, finchè il volume dei ricavi continuerà a garantire un adeguato ritorno.

Annunci