In quante occasioni siamo protagonisti di pensieri, sentimenti o sensazioni che sappiamo perfettamente non essere “normali” (meglio dire “comuni”, odio il termine “normale”)? Io di certo spessissimo. Esistono una serie di circostanze che riescono a scassinare la barriera dell’autocontrollo ed andare a pestare i calli delle parti più suscettibili del mio carattere. E non si parla di episodi in cui la pazienza di chiunque sarebbe messa alla prova, ma di attacchi specifici a punti deboli del mio proprio carattere. Un esempio banale di cui chiunque abbia mai avuto a che fare personalmente con me è a conoscenza: odio profondamente l’invasione della mia sfera personale da parte di individui non autorizzati. Non sopporto chi mette le mani addosso, anche con intenti (troppo) amichevoli, odio il contatto fisico troppo stretto, odio chi appoggia le mani sulle spalle o chi cinge i fianchi, per non parlare di chi osa arrivare a scompigliarmi i capelli o darmi pacche qua e la. Evidentemente non si tratta di gesti universalmente ostili, anzi in alcune zone d’Italia (?) sono indubbiamente frequentissimi e considerati addirittura buona creanza. Nel mio caso specifico però portano a reazioni pavloviane a volte incontrollabili.

Come capita a me, capita ad altri. E non lo dico indovinando ma ne ho avuto conferme diverse volte. Mi fa impazzire scoprire piano piano dove restano i punti deboli di ciascuno, se non addirittura andarli subito a stimolare per saggiarne l’effetto. Altrettanto divertente è osservarmi e scoprire dove siano i miei punti deboli a partire dagli effetti che arrivare ad essi causa. Da bravo fissato con la sicurezza informatica inoltre sono riuscito a tirare per i capelli un paragone tra di essa e questo genere di fenomeni. Nel gergo di questo settore esiste il termine exploit che descrive lo sfruttamento (come dice il termine stesso) della debolezza di un sistema informatico per ottenere da esso un comportamento non previsto. E quando qualcuno al di fuori del mio circolo di fiducia mi mette le mani sulle spalle ho proprio la sensazione che sia stato trovato il mio tallone di Achille e tale individuo abbia la possibilità di accedere, proprio come nel caso di molti attacchi informatici, direttamente al cuore della mia personalità, senza i filtri normalmente posti dal vivere civile. Subendone ovviamente le debite conseguenze.

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