Il leone oggi si è finalmente deciso. Ha studiato il piano accuratamente è già sente le unghie lacerare la tenera carne della gazzella: mentre sarà assorta nei suoi racconti, egli estrarrà lentamente le chiavi da sotto la paglia, farà scattare il lucchetto della gabbia ed assalirà l’indifeso animale, approfittando dell’effetto sorpresa. Ed ecco che mentre l’erbivoro si avvicina alla gabbia per la consueta visita giornaliera, non nota un sinistro bagliore nello sguardo del leone che la saluta più calorosamente del solito. Come previsto iniziano i consueti racconti e questa volta il leone li segue con rinnovato interesse, pronto a determinare quale sia il momento migliore per intervenire. Finalmente la gazzella si sdraia su un fianco e chiude gli occhi, mentre col pensiero vola alla settimana precedente, quando con le antilopi si sono fermate nei pressi di uno strano cespuglio a forma di nuvola a seguire il sorgere del sole. Il momento è propizio, il felino sente il coraggio crescere dentro di sè, i muscoli sono tutti tesi in un concentrato sforzo. Allunga silenziosamente la zampona per recuperare le chiavi della gabbia, ma dove pensa di afferrare le chiavi trova solo la solita paglia. Un dubbio lo pervade come un onda facendogli rizzare some aculei tutti i peli della criniera. Le chiavi non sono più li dove si aspettava di trovarle. Il leone balza da un lato all’altro della gabbia terrorizzato sollevando un fitto polverone, senza però ottenere progressi. Le chiavi sembrano sparite. Il leone è prigioniero di se stesso e della propria scelta, ora che non può più ritrattarla. Le parole della gazzella che di nulla si è resa conto, suonano ora lontane e senza senso. Non esiste più la vita al di fuori di questa dorata prigione, nulla di sconosciuto da conoscere, nessun progetto da realizzare.

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